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Sono
la madre, quarantatreenne, di un bambino di 10 anni al quale,
poco più di un anno fa, è stata diagnosticata la
Sindrome da Deficit di Attenzione-Iperattività.
Da
allora abbiamo iniziato un percorso di aiuto (il bambino è
seguito da psicologa ed operatrici che lavorano insieme, con la
periodica supervisione di un neuropsichiatra; è stato impostato
un programma di lavoro, che coinvolge molto la famiglia, che mira
soprattutto ad istituire e rafforzare le strategie di azione e
di risoluzione dei problemi, nonché a prevedere i sentimenti
e le relazioni altrui in base al proprio comportamento; il bambino
riceve inoltre alcune ore di sostegno a scuola).
Nonostante
ciò, io sono molto preoccupata per alcuni aspetti: per
esempio, mio figlio frequenta ora la quinta elementare: cosa accadrà
alle scuole medie? La certificazione, che abbiamo dovuto richiedere
per quest'anno scolastico, andrà protratta? Che effetto
potrebbe avere questo sulla sua autostima? (Preciso che già
ora lui oppone resistenza al fatto di fare, qualche volta "cose
diverse" dagli altri)
Inoltre
mi chiedo; cosa ci riserva il futuro? Abbiamo già visto
molti miglioramenti, ma a me pare anche di vedere che certi suoi
"tratti caratteristici", nel bene e nel male, si rafforzano: come
sarà la sua vita? Troverà la sua strada? Riuscirà
ad inserirsi bene nel mitico "mondo del lavoro"?
E
ancora, poiché sono soprattutto io ad impegnarmi con lui
in questo percorso, con una forte delega da parte del padre, questo
potrebbe in qualche modo invalidare o comunque indebolire i risultati
che otteniamo?
Vi
ringrazio infinitamente per la Vostra attenzione, e per il Vostro
impegno su queste problematiche così importanti! |