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Sono
un'insegnante di educazione psicomotoria nelle scuole materne.
Mi trovo a dovermi occupare, tra i tanti bambini, di un bimbo
di cinque anni che frequenta l'ultimo anno di scuola materna.
Questo bambino presenta sintomi di iperattività, è
ingestibile durante gli incontri di educazione psicomotoria, non
collabora né con me né con i compagni, tranne con
un bambino, il suo amico del cuore, che viene spesso e volentieri
trascinato nei suoi giochi distruttivi.
Ho intuito, e parlando con la maestra ne ho avuto la conferma,
che è alla ricerca di attenzioni e il suo atteggiamento
è quello di un bambino dispettoso con i compagni che ultimamente
non lo sopportano più molto, e nello stesso tempo vuole
attirare la mia attenzione. Se sgridato si arrabbia e piange,
soprattutto se lo siedo un attimo per calmarlo e parlargli. Se
lo ignoro continua a disturbare con un comportamento sempre più
disturbante. I suoi disegni sono molto pasticciati e non ha la
fermezza per fermarsi a disegnare per cui li consegna incompleti.
La sua storia famigliare non è buona: ha un padre che non
gli da affetto, non lo abbraccia, non lo bacia, lo ignora; la
madre ha un atteggiamento diverso a seconda se ha voglia di coccolarlo
o no. Le maestre hanno parlato con loro ma la risposta è
stata che il bimbo ha "troppe" attenzioni e si comporta cosi'
perché viziato. A casa pretendono molto da lui, soprattutto
l'ordine dei suoi giochi, forse sono queste le "attenzioni" a
cui si riferiscono!
La famiglia non collabora con la scuola e il bambino va sempre
peggio. Avrebbe bisogno di essere coccolato e noi cerchiamo di
farlo il più possibile. Ha iniziato a chiamare mamma la
zia che è maestra nella stessa scuola.
Che cosa consigli di fare per aiutarlo, tenendo presente che ho
un gruppo di quattordici bambini da gestire? |