|
Gentili
signori,
sono un'insegnante di scuola materna e mi trovo per la prima volta
ad affrontare i problemi di un'alunna figlia di genitori recentemente
separati.
La bambina che, dopo un mese circa dalla separazione dei genitori
aveva vissuto un periodo molto negativo (non giocava più
con i compagni, stava sempre con le insegnanti senza mai dire
nulla, non partecipava più volentieri alle attività...),
sembrava aver recuperato una certa serenità.
Vive con la mamma (non ci sono di mezzo tribunali, ma solo i due
coniugi che un mese fa hanno litigato per l'ennesima volta). Da
allora il papà che già fino a quel momento era stato
molto poco presente e, direi, poco responsabile (l'unica cosa
che ha saputo dire nel corso di un colloquio con noi è
che la bimba si deve abituare e deve adattarsi sfruttando le risorse
che ha in sé) è sparito completamente (a dire della
moglie le ha detto "Se vuoi la bambina tientela").
Da un po' di tempo (un mese, più o meno) ogni tanto la
bambina dice "sai, maestra che il mio papà non viene più
a casa perché è cattivo" o altre cose del genere.
Mi guarda con occhi tanto tristi e come se aspettasse il mio commento
che, lo confesso, non va oltre la generica rassicurazione. Infatti
per la prima volta non so proprio cosa dire e mi chiedo se fosse
il caso di parlare con la mamma.
Ho molti dubbi sul fatto che sentir parlare così di suo
padre le faccia bene e la aiuti a superare il trauma che ha subito.
Quali sono i suggerimenti che potrei dare alla madre (che, pur
non molto equilibrata neanche lei, è almeno molto disponibile
e con cui noi insegnanti abbiamo un rapporto buono), per aiutarla?
Avete anche dei suggerimenti bibliografici o di altro genere?
Chiederei inoltre qualche indicazione sui disturbi dei bimbi ipercinetici
e, magari, anche per questo indicazioni bibliografiche o altro.
Grazie |