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Mi
piacerebbe conoscere il parere della dottoressa Runggaldier o
di un altro esperto riguardo alla timidezza di mia figlia Elisabetta.
Elisabetta
ha quasi cinque anni e da due frequenta la scuola materna. Ha
una sorella di tre anni. Elisabetta è di una timidezza
esasperante. Mi preme specificare che uso questo termine non perché
il suo comportamento esasperi me, ma perché essendo io
stessa stata da piccola e anche da adolescente (nemmeno oggi all'età
di 37 anni ho superato del tutto il problema) esattamente come
lei mi rendo conto che chi deve interagire con lei la giudica
tale. Mia figlia è sempre in imbarazzo e a disagio quando
ci sono adulti e bambini anche se li conosce bene.
Percepisco
chiaramente la sua voglia di unirsi agli altri bambini specialmente
nei giochi di movimento, ma vedo che è come se ci fosse
una corda invisibile che la trattiene. In pubblico Elisabetta
è sempre trattenuta. Le sue maestre a scuola mi riferiscono
che dopo due anni ancora hanno grosse difficoltà a farsi
rispondere da lei. Gioca solo se c'è una sola bambina con
lei e si dimostra sempre remissiva alle richieste dell'altra (con
qualche rara eccezione). Quando qualcuno, anche bambini più
piccoli di lei le fanno una domanda abbassa gli occhi, gira la
testa e storce la bocca.
In
famiglia è una bambina allegra e vivace e anche, a parere
di chi la conosce bene, piuttosto precoce soprattutto nell'intuire
gli stati d'animo di chi la circonda, ma un po' lunatica. E' piuttosto
dolce con la sorella minore che la tiranneggia con i suoi capricci
anche se a volte ha delle reazioni violente nei suoi confronti
(giustificate).
Come
mi devo comportare per farle acquistare un po' di fiducia e di
consapevolezza di non essere inferiore agli altri? Come posso
renderle la vita sociale un po' meno complicata e impedirle di
autolimitarsi per insicurezza nelle scelte che dovrà fare
in futuro? |