|
Gentili
signori,
ho letto sul vostro sito "studenti scarsi" e poi "studenti
con la sindrome del fallimento" e devo dire che riconosco
mio figlio che oggi ha 14 anni.
Fin
da piccolo ha manifestato un disinteresse verso tutto ciò
che lo circondava. Difficilmente gli piace fare qualcosa. Effettivamente
in prima e seconda elementare ha imparato a leggere, scrivere
in corsivo, stampatello maiuscolo e minuscolo, ma dalla terza
c'è stato un calo generale. Infatti ancora oggi ha difficoltà
a dire le ore dell'orologio, a distinguere oggi, ieri, l'altro
ieri. dopodomani...ecc. Cose banali per lui sono difficili.
Dalla
quarta elementare ha avuto il sostegno. E' stato un disastro perché
ha rafforzato la sua insicurezza, i suoi compagni lo scherzavano
handicappato e tutto questo ha come confermato i suoi dubbi di
inadeguatezza. Si è chiuso di più in se stesso.
Alle scuole medie non ha avuto sostegno ed è stato meglio,
nel senso che per lo meno ha acquisito un po' di sicurezza in
se stesso, sono migliorati i rapporti con i compagni e con le
insegnanti. Ma come apprendimento è rimasto proprio indietro.
Quest'anno sta per frequentare un istituto tecnico (nuovi compagni,
insegnanti, ecc.).
Da
quattro anni, fa' psicoterapia, dove è stato evidenziato,
tramite il quoziente intellettivo, che lui ha un livello sufficiente
ma che la sua inibizione-insicurezza non gli permette di arrivare
nemmeno al minimo.
La sua psicologa dice che è difficile capire quando lui
effettivamente non riesce e quando invece lui ci prende in giro.
Bisogna a volte aiutarlo e a volte spronarlo (non è facile
capire quando fare l'uno e quando fare l'altro).
Adesso
che ormai è adolescente a me sembra che stia peggiorando
nel senso che è sempre più solo, non ha amici e
tende a chiudersi sempre di più in se stesso. Con noi è
spesso aggressivo e DISPETTOSO.
Noi
come famiglia cosa possiamo fare per aiutarlo?
Esistono testi più approfonditi al riguardo?
|