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Disfasia infantile

Gentile Redazione,
sono la mamma di un bambino di quasi nove anni, al quale, l'anno scorso, è stata diagnosticata dal prof. *** neuropsichiatra, direttore della cattedra di neuropsichiatria infantile dell'università di ***, una disfasia infantile. Perché così tardi, in realtà il bambino è stato visto da altri neuropsichiatri, i quali non mi hanno convinto e tra sedute di logopedia e altre attività (ippoterapia, psicomotricità ed altre terapie riabilitative) finalmente credo avere avuto la giusta diagnosi, in quanto il bambino, oltre a essere stato fino all'età di 5 anni senza vedere in modo chiaro in quanto è un miope e non ci eravamo accorti prima di questa grande mancanza di vista (5 diottrie per occhio) aveva un linguaggio molto povero di parole, per lo più emetteva l'ultima parte della parola, ha cominciato a parlare quasi a 5 anni facendosi comunque capire con linguaggi alternativi. Ora nelle sue frasi mancano gli articoli, le preposizioni, i tempi composti dei verbi e in certe situazioni è come se non ricordasse la parola che gli serve ed usa sinonimi o contrari. E' un bambino ora molto aperto e gioviale, ama la compagnia, il divertimento ma lo intimoriscono tutte le novità:salire su una giostra nuova oppure recarsi in un posto che non conosce. A scuola ha un buonissimo rapporto con i compagni e con le insegnanti le quali sono state la mia salvezza, in quanto a casa il bambino rifiutava di fare i compiti, ora che i progressi ci sono stati, infatti comincia a leggere e a scrivere le parole quasi autonomamente si rende più disponibile. questa situazione mi ha reso molto ansiosa nei suoi confronti e mostro per lui molta preoccupazione e superprotezione (lo so che sbaglio ma cerco in tutti i modi di controllarmi ma difficilmente ci riesco). 

Vi scrivo per sapere come mi devo comportare per aiutarlo; il prof *** mi ha detto di non fargli ripetere le parole ma di parlargli molto ma io qualche volta lo sprono a ripetere la piccola frase e i vocaboli in modo corretto. Scusate la mia lettera molto prolissa, l'ho scritta tutta in un fiato e con le lacrime agli occhi e con la paura nel cuore, è un bellissimo bambino è molto sensibile ed affettuoso, per me è sempre piccolo e bisognoso di protezione, forse così rischio non non farlo crescere. Per me questo è stato un grande sfogo anche perché sono sola su questa strada. Scusate ancora e grazie di avermi letto.

 

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copyright © Educare.it - Anno II, Numero 6, maggio 2002.


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