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Salve, siamo
i genitori di un bambino di quasi sette anni, figlio unico, sensibile e
piuttosto vivace. Ha frequentato la prima elementare a tempo pieno e, su parere
delle insegnanti, "è ben inserito nel gruppo classe, partecipa con
interesse, possiede buone capacità e porta contributi allo svolgimento delle
lezioni. I suoi lavori sono sempre molto ricchi ma non sempre rispettano le
indicazioni di esecuzione che gli vengono fornite". All'età
di quattro anni e mezzo gli è stata diagnosticata, dopo due episodi di
convulsioni febbrili, "epilessia parziale" ed è, da allora, in cura
con sodio valproato (Depakin Chrono-600 mg. al giorno) e, da pochi giorni,
clobazam (Frisium-20 mg. al giorno). Siamo un po' preoccupati sia per i
medicinali che assume sia per alcuni comportamenti. A fasi alterne è molto
vivace, sembra ascoltare poco, si muove continuamente (una delle due insegnanti
dice che non riesce a stare fermo seduto al banco e se ci sta muove gli arti,
picchietta con la mano, muove la gamba ecc.). Spesso è capriccioso, se non lo
si asseconda ha esplosioni di rabbia oppure si lagna a lungo e frequentemente
anche quando gli si assegnano dei compiti o durante lo svolgimento di azioni
quotidiane quali lavarsi i denti, indossare il pigiama, lavare le mani, fare i
propri bisogni ecc. Ha forte il desiderio di "fare di testa sua" ed è
caparbio. Pochi giorni fa ci ha detto "era meglio quando ero piccolo, tutti
mi lasciavano in pace". E',
inoltre, molto socievole e nel tempo libero desidera molto la compagnia degli
amici, cosa raramente possibile dato che abitiamo in una zona diversa, esce alle
16.30 da scuola e noi lavoriamo entrambi fino a tardi. Ne soffre molto e devo
dire che chiede un fratellino già da parecchio tempo. Ha anche un atteggiamento
molto "fisico" con gli altri, si "appoggia" spesso su di noi
o sulle persone che si prendono più spesso cura di lui, scherza "con le
mani", stuzzica gli altri bimbi facendo scherzi maneschi, provocandoli,
magari più in modo tracotante che aggressivo, e questo spesso non risulta
gradito. Capita che, per questo suo comportamento, disturbi le lezioni.
Saremmo grati di sapere notizie su quale sia la possibile incidenza sul
comportamento dei farmaci che assume e in che modo possiamo aiutare il nostro
bambino.
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