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Una bambina... e la lenta morte dell'esclusività

Buongiorno, vi scrivo per richiedere un consiglio qualificato per gestire l'eccessiva sensibilità di mia figlia: Martina compierà 9 anni a novembre prossimo, è una bambina dolce, caparbia e molto intelligente, diciamo che la sua sensibilità e la sua insicurezza si sono acuite dopo la nascita della mia seconda bambina di nome Chiara nata a Gennaio 2001. 

Ritengo di essermi impegnata il più possibile per confermarle il mio affetto con parole dolci, carezze e coccole, ogni qual volta intuivo il suo dolore nel vedere questo nuovo esserino tra le mie braccia. Certo la perfezione non è di questo mondo e sicuramente anche io ho compiuto qualche errore che magari non ho saputo neppure interpretare, il papà ha cercato anche lui di non far sentire Martina in nessun momento meno amata a causa della presenza di Chiara, nonostante tutto ogni tanto entra in crisi, ha paura che io possa morire o che le succeda qualcosa di terribile, ad ogni mio rimprovero risponde subito con laghi di lacrime ed io, devo essere sincera, in quel momento non riesco a consolarla ma rimango ferma nelle mie decisioni non dandole vinte le sue pretese e non so se questo lei possa leggerlo come una diminuzione di amore nei suoi confronti.

Anche a scuola i rapporti con le sue compagne non sono idilliaci, spesso mi dice che "non la fanno amica" perché l'accusano di raccontare molte bugie, di non ammettere mai le sue responsabilità e di essere un po' dispettosa. In effetti anche a casa si comporta più o meno nello stesso modo, ogni volta che fa cadere qualcosa o peggio fa cadere la sorellina.. non è mai colpa sua, è capace di dare la colpa alle cose!! Inoltre la sua fantasia è veramente inesauribile e così ogni tanto gioca parlando con i suoi amici immaginari inventando una sua realtà, ha anche un carattere piuttosto forte e si contrappone spesso alle mie richieste, ogni volta che le dico di mettere a posto i suoi giochi, di andare a fare i compiti, di andare a dormire ecc. la sua prima risposta è no, poi vede la mia reazione e ritratta le sue posizioni. 

Un altro indice delle sue insicurezze secondo me è non riuscire ad addormentarsi senza la mia presenza nella stanza, il fatto che le dico che ormai è diventata grande e che deve addormentarsi da sola causa pianti non isterici, ma proprio addolorati. Sono un po' preoccupata per questo suo atteggiamento un po' negativo nei confronti del mondo che la circonda, forse perché io sono una persona fondamentalmente ottimista ed amo l'aspetto solare della vita ed anche mio marito ha sempre avuto un atteggiamento positivo nei confronti delle avversità. Mi chiedo se queste sue paure siano dovute alla presenza della sorellina e se con il tempo tutto sia destinato a risolversi o se possa essere una precisa caratteristica di mia figlia Martina.

 

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copyright © Educare.it - Anno II, Numero 10, settembre 2002.


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