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Imparare dalle situazioni difficili

Sono una mamma di una bambina che ha compiuto 3 anni il 25 gennaio 2002 ed è entrata alla scuola materna il 28 gennaio 2002. La bambina è molto intelligente, precoce, a titolo di esempio cito che sa già dall'età di 2 anni contare in Italiano, Inglese, riconosce tutte le lettere dell'alfabeto ed i numeri, in pratica ci possiamo dialogare come se fosse una bambina di 4/5 anni. 

E' una bambina molto furba e sa rigirare molto bene i discorsi a suo favore, sa quello che vuole ma non è una bambina che si punta e fa capricci, è obbediente, sa stare abbastanza bene alle regole (es. non si guarda la TV mentre si mangia, ci si lavano le mani prima di entrare a tavola, i denti prima di coricarsi ecc) è una bambina vivace, sempre in movimento ed attiva, ma non sguaiata, a cui manca però un po' di malizia, di cattiveria, un po' credo per carattere, un po' forse perché io ho detto spesso NO, COSI' NON SI FA, sono stata abbastanza rigida, a volte ho paura di essere stata troppo autoritaria, le ho sempre portato rispetto, non ho mai pensato "sei piccola tanto non capisci, evito di dirti ....." ho sempre preteso molto da lei e lei mi ha sempre dato molto. 

E' una bambina a cui basta vedere una volta come fare e riesce subito a rifarlo al meglio, abbiamo sempre cercato di stimolarla molto sia parlandoci, sia con giochi istruttivi, sia portandola spesso a giro anche perché è una bambina molto timida. La sua timidezza però è diminuita molto già qualche tempo prima di entrare alla scuola materna, ed è migliorata frequentando la scuola. Si è inserita subito bene, non ha avuto, almeno apparentemente, problemi di distacco ed ha socializzato subito anche con gli altri bambini. Mi dicono le Insegnanti che è molto brava. L'unica cosa che la bambina si rifiuta di fare, dopo averla fatta senza rifiuto il primo giorno che è entrata alla scuola, è al lunedì un ora di palestra. Infatti per tutto un mese non fu più portata in palestra. Adesso, dopo una lunga assenza per malattia e le vacanze, al rientro, di lunedì, è stata riportata in palestra, non ha fatto ginnastica ed è stata buona per tutta l'ora, al rientro nel Bus che la riportava a scuola si è messa a piangere. Nei giorni successivi non andava volentieri a scuola. Sembra però che il problema non sia solo la palestra, mi dice che non vuole andare a scuola. 

Ho parlato con le Insegnanti per capire se secondo loro sia il caso di forzare questa palestra o meno e per capire da dove venga questo disagio. Anche loro non si capacitano perché la bambina, essendosi inserita così bene, adesso sia regredita, ma mi hanno assicurato però che succede e che è abbastanza normale. Io ho associato il problema palestra al fatto che ci vado anch'io e così una sera l'ho portata con me. E' stata molto contenta e ha fatto ginnastica insieme a me come una persona adulta, al rientro a tavola si è sfogata ..... ci ha raccontato che una bambina le ha detto che lei non sa fare ginnastica. Le dice che dopo pranzo la sua mamma non viene a prenderla ed è per questo che lei si mette a piangere. Lei essendo una bambina con poca malizia e cattiveria credo che sia impaurita dall'altra. Noi gli abbiamo detto di non crederci, non sempre i bambini dicono la verità, che lo fanno per farla piangere, per prenderla in giro e che lei deve essere forte, piuttosto rispondere alla bambina quando le dice che non sa fare ginnastica "Tu pensa a farla a modo tuo che io la faccio così" e di andare via di non darle ascolto di credere in se stessa...... ma non so se è giusto. Una cosa è certa non le abbiamo mai detto male dell'altra bambina. Non so quale comportamento dobbiamo adottare perché superi questo disagio. Come fare a farle capire, o come insegnarle che deve avere fiducia in se stessa e che non deve essere permalosa. (Adesso, visto questo problema, credo che forse era meglio se le avessi insegnato ad essere un po' più "cattiva", forse non si sarebbe ritrovata a tutto questo).
Spero in vostro consiglio.

 

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copyright © Educare.it - Anno II, Numero 11, ottobre 2002


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