Spett.le Educare.it,
la Vs. rivista elettronica è superba e molto professionale.
Nostro figlio Luca di 15 anni ci crea preoccupazioni
da sempre.
Il nostro timore di oggi è di essere arrivati troppo avanti per
poter fare qualche cosa, ma ci proveremo comunque ostinatamente.
Leggendo un articolo pubblicato dal Prof. Pasqualotto sul underachievement
e sulla "sindrome
del fallimento", ci è sembrato di riconoscerlo.
Questo ragazzo ha sempre avuto problemi relazionali con gli altri
coetanei, poi da quando ha iniziato la scuola, fin dalle elementari,
il giudizio degli insegnanti è stato quello di un ragazzo particolarmente
dotato di intelletto, ma che ai fini pratici non riesce a concludere
niente se non sporadicamente o comunque riesce ad eccellere solo
nelle materie che lui ritiene interessanti,
L'anno scorso
(prima superiore) si è fatto bocciare.
E diciamo si è fatto bocciare perché sebbene rasentasse la sufficienza
(questo senza mai sprecare un minuto allo studio) assume un comportamento
in classe che è deleterio. E' convinto che tutti gli insegnanti
ce l'abbiano su con lui. Se viene rimproverato contesta il rimprovero
fino a farsi buttare fuori dalla classe. A casa il dialogo è inesistente,
a sentirlo, lui è il ragazzo più infelice di questo mondo ed è
convinto che noi genitori gli preferiamo sua sorella di 11 anni
perché va bene a scuola.
Dice che la
scuola è troppo dura per lui (e ne è convinto) in realtà non vuole
assolutamente applicarsi, sembra che abbia paura di scoprire che
ce la può fare. Nei gruppi che frequenta si associa sempre ai
cosiddetti "perdenti", però allo stesso tempo è assillato dalla
paura di non possedere il motorino o il cellulare o gli abiti
firmati. Deve cioè avere sempre qualche cosa in più degli altri
per farsi accettare. Questo si ripercuote nell'ambito famigliare
creando incomprensioni gigantesche e spesso perdiamo le staffe
arrabbiandoci con lui. Sin dalle elementari è stato catalogato
come un ragazzo difficile con problemi, ma noi non sappiamo come
risolversi, sembra che ogni strada che tentiamo finisca in un
insuccesso. Una volta l'abbiamo portato da uno psicologo ed il
responso è stato testualmente: "... vedrete che a furia di botte
sui denti, imparerà come si sta al mondo..."
Ce ne siamo venuti via con più dubbi di prima.
Che
cosa ne pensate? Che cosa dobbiamo fare? A chi ci dobbiamo rivolgere?
Attendiamo con ansia Vostre notizie.