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Sindrome di down e mostri da combattere

 

A. ha la sindrome di down e ha 17anni. Sa leggere e scrivere abbastanza bene, ha una buona memoria, impara relativamente in fretta ed è maniaco dell'ordine. Frequenta un Corso speciale di formazione al lavoro per disabili. Spesso a scuola, durante l'intervallo, si isola dal gruppo per impersonificare "dragon ball" e viaggia con la fantasia combattendo contro improbabili mostri. Per innescare il meccanismo ha bisogno di un oggetto che rappresenta il suo "nemico". Il più delle volte quest'oggetto è una borsa di plastica che agita in aria e alla fine distrugge. Questa borsa gli è indispensabile e da quando non le ha più trovate a scuola (c'è lo zampino di noi formatori) se le porta addirittura da casa.
L'anno scorso, per combattere ..., non si riusciva a farlo rientrare dall'intervallo se non dopo 15-20 min.
Da quando abbiamo un atteggiamento più autoritario la situazione è migliorata: rientra quasi subito ma continua ad avere la "necessità" di combattere i suoi mostri.
Sono consapevole del fatto che sia un atteggiamento tipico del down che, per la sua immaturità psichica, scarica cosi le sue ansie e appaga il suo senso di insicurezza.
A. deve subire ancora un processo di crescita non indifferente.
La mia domanda è: come posso accelerare questo processo? E' consigliabile forzarlo a crescere o è il caso di aspettare?
La linea "dura" in stile comportamentista sembra funzionare, ma quanto è educativa?

 

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copyright © Educare.it - Anno III, Numero 1, dicembre 2002


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