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Spettabile redazione di Educare.it,
sono la mamma di due gemelli di 6 anni, un maschio ed una femmina, che hanno iniziato a frequentare la scuola elementare a
settembre (in classi diverse).
Con la bambina non ci sono problemi, almeno per ora; è curiosa e ha voglia di "imparare" e ha una buona capacità di apprendimento. Con il maschietto invece la situazione è diversa.
Durante l'inverno scorso, dopo alcune frasi da lui dette in momenti in cui lo sgridavo (tipo: "vado dai Telebani e mi faccio ammazzare"), oppure dirigersi verso la porta di casa dicendo di volersene andare, atteggiamenti dispettosi e aggressivi nei confronti miei e della sorella, che sicuramente nascondevano rabbia e frustrazione, ho deciso di rivolgermi ad un Centro di cui ho sentito parlare bene per un parere/visita.
Durante il colloquio con una neuro-psichiatra infantile, seguito ad un test cognitivo, è emerso che è immaturo per la sua età, che è frustrato e che ha poca stima di se, che lo porta a non volersi confrontare con gli altri e una delle "cause" è la sorella che essendo accentratrice tende a schiacciarlo.
Il consiglio che ci è stato dato fu quello di fargli frequentare il più possibile bambini, di potenziare la capacità cognitiva (come?), di farlo sentire importante (migliorare l'autostima) e premiarlo se necessario. Inoltre, questa Dott.ssa, visto il caso, mi ha anche prospettato una situazione non tanto piacevole in vista dell'inizio della scuola. Tutto ciò è successo tra l'inverno e la primavera 2002.
Ciò che vi chiedo è un consiglio pratico, soprattutto adesso che devo seguirli anche nei compiti, su come devo comportarmi IO con due bambini che stanno con me dalle 17.30 alle 19,30, che non sono mai d'accordo su niente (es. uno vuole andare a casa e l'altra vuole stare fuori) e mi vorrebbero entrambi in esclusiva. Mio marito dice che è la presenza della sorella che lo blocca e che quando inizieranno la scuola in classi separate supererà da solo questa fase (è vero che quando la sorella non c'è sembra un altro bambino).
Mi scuso se mi sono dilungata. Anzi, nella versione originale della mia lettera avevo anche descritto il comportamento di tutto il mio nucleo familiare per farVi meglio capire la situazione.
Ringrazio per l'attenzione.
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