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Io sono una mamma di 36 anni di un bimbo di 5 anni, è un bimbo
molto vivace ed estroverso, socializza molto bene, ha un buon rapporto con me e con il padre, con entrambi gioca molto volentieri, anzi senza problemi
ci richiede la nostra attenzione, e la pretende quando vede che noi siamo distratti da altro!
Il contorno della nostra famiglia è formato dal nostro cane meticcio di taglia media e dal nostro micio di casa, posso dire con soddisfazione che i
3 sono un banda ben assorbita anche se talvolta mi fanno diventare un po' matta.
Affetti molto importanti i nonni paterni del mio piccolo, che sono un aiuto indispensabile, visto che sia io che mio marito lavoriamo full time!
Posso dire che i nostri piccoli disguidi familiari ci sono, dalle piccole litigate tra coppia, qualche nervosismo serale dettato dalla stanchezza, dal
dover fare tutto di corsa, le solite situazioni... insomma, il mix tra cena, faccende domestiche, bagnetto del figlio, portar fuori il cane per i
bisogni...ecc..
Sinceramente non posso dire che alcuni sensi di colpa mi vengono, quando non riesco a rincasare all'orario solito, e quindi non avere abbastanza
tempo per stare con mio figlio, prima di essere inghiottita dalle faccende serali.
Io volevo chiederLe, il perché di alcuni comportamenti di mio figlio, a cui non sono riuscita a
dare una motivazione.
E' successo che senza accorgermene ho urtato un suo gioco (costruito da lui, tipo una capanna con i cuscini) è caduto il mondo, ha iniziato a
piangere, ha dirmi perché avevo fatto quello, e nonostante le mie scuse e il cercare di consolarlo, la sua pena era esponenziale, e a distanza di tempo
ancora adesso mi chiede il perché gli ho "distrutto" il gioco.
All'asilo le maestre mi confermano che il mio Giorgio è un bambino normalissimo, intelligente, curioso, estroverso e socializza con gli altri
bimbi, eppure anche lì, sono successi degli episodi simili a quelli successi tra le
mura domestiche; per esempio mi raccontava la sua maestra che un giorno gli avevano chiesto di fare un disegno "a piacere", e lui era andato
in crisi, fino alle lacrime, perché non sapeva cosa disegnare e aveva timore di sbagliare.
Ho cercato di spiegargli che "sbagliare" può succedere, che nessuno (nemmeno le sue maestre) sono nate che sapevano disegnare o scrivere, ma che
tutti imparano sbagliando!!!!
Questa primavera ha seguito un corso di psicomotricità con successo e con molto piacere da parte sua, la maestra mi ha fatto notare che Giorgio è un
bimbo con una buona padronanza del linguaggio e sembra molto sicuro di se, dando l'impressione quasi di essere più grande della sua età, ma poi
"crolla" quando si deve applicare con cose elementari (esempio allacciarsi le scarpe, oppure ritagliare delle figurine...ecc.).
Come posso aiutare il mio Giorgio? oltre a cercare di dargli più fiducia, a cercare di far aumentare la stima di se stesso, a cercare di lasciarlo
applicare nei lavori semplici ed elementari...
Mi aiuti lei, grazie anticipatamente.
Cordialmente saluto.
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