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Competizione

 

Salve, siamo Benedetta ed Angelo e siamo contenti che esistano siti come questo in cui poter approfondire, riflettere sul proprio modo di educare.
Abbiamo due bimbi, uno di quattro anni e uno di due. I primogeniti hanno questo importante compito di "aprire la strada", e questo riguarda anche nell'essere genitori. Il primogenito appunto, Federico, è spesso aggressivo con il fratello, lo urta, lo infastidisce, è come se con questi atteggiamenti cercasse un nostro intervento... che arriva: spesso con rimproveri, a volte proteggendo o l'uno o l'altro, rare volte ignorando la situazione. Quando si trova con noi e con altri bimbi, è spesso in competizione, vuole essere forte, quando racconta delle storie ci sono morti o feriti. E' chiaro che vive delle frustrazioni e fatica a sentirsi all'altezza della situazione.Nella scuola materna pare ben inserito, vivace...
Noi, riflettendo sui rimandi che gli diamo, abbiamo notato che spesso gli proponiamo il paragone al fratello, all'amichetta, ecc. Può essere questo a creargli inadeguatezza? A vostro parere che comportamento possiamo adottare per aiutarlo a vivere serenamente nel rapporto con il fratello e gli altri senza "vincitori e vinti"?
L'altra questione è il percorso che Federico sta facendo verso l'autonomia, in realtà sta attraversando un periodo di regressione, ad esempio si impunta per farsi allacciare le scarpe dalla mamma, cosa che sa fare benissimo, si fa imboccare, ecc. Ha paura di essere abbandonato diventando grande? Dobbiamo aspettare i suoi tempi ed insistere che faccia da solo? Vuole verificare se io, la mamma, lo "lascio crescere"? 
Per ora basta. Vi ringraziamo di cuore per aver letto, riflettuto e risposto alla nostra lettera.
Buon lavoro.

 

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copyright © Educare.it - Anno III, Numero 10, settembre 2003


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