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Innanzitutto complimenti per il sito.
Mia figlia, di 2 anni e 8 mesi, ha appena cominciato a frequentare la scuola materna e il suo inserimento, che nei primi due giorni lasciava ben
sperare, si è rivelato poi problematico.
Premetto che io e mio marito, già dall' estate ci siamo impegnati a dare alla bimba un'immagine positiva della scuola materna; la cosa aveva
funzionato, tanto che, prima di addormentarsi, voleva sempre che le raccontassi "la storia dell' asilo" e durante la giornata voleva giocare a
"far finta di essere all'asilo".
Il primo giorno (1 ora e mezza da trascorrere all' asilo insieme alla mamma) tutto andò bene. Giocò tutto il tempo, e parlò con le
insegnanti, mentre io la guardavo tenendomi a distanza. Il secondo giorno (1 ora e mezza senza la mamma) andò ancora benissimo. Dopo 10 minuti
la lasciai dicendo che sarei andata a comprare la merenda per dopo e lei si mostrò d'accordo, ci
salutammo e quando andai a prenderla la trovai tranquilla con i compagni e la maestra. Il lunedì successivo (premetto che
la mattina pareva un po' svogliata) ha pianto per tutta l' ora e mezza prevista. Dal martedì l'orario sarebbe
stato 8/9 - 12. I giorni successivi purtroppo ha avuto l' influenza e quando il venerdì l'ho riportata a scuola
è stato un "disastro". In 45 minuti, a casa, non sono riuscita a farle smettere di dire: "non voglio
andare all'asilo".
Ora, io sono consapevole del fatto che per quanto un bimbo possa essere
allettato dall'idea di un bel posto dove giocare e imparare, il distacco dalla madre sia sempre difficile. Infatti non volevo illudermi di fronte ai
primi due "esperimenti" ben riusciti, e dicevo a me stessa che se le cose fossero andate diversamente avrei dovuto accettare la cosa come "normale".
Ora, però c'è un dubbio, che mi impedisce di accettare la cosa serenamente: non sarebbe forse possibile rendere il distacco meno traumatico
con un inserimento più graduale?
Forse sarebbe stato meglio stabilire più giorni di presenza del genitore per dar modo al piccolo, prima di affrontare la separazione, di passare
più tempo con le insegnanti per potervisi affezionare e fidarsi di loro. Sbaglio?
Ho vissuto male questi ultimi giorni
perché mi sono sentita combattuta tra il desiderio di rendere il distacco il più
dolce possibile, e l'imbarazzo a trattenermi oltre l'orario stabilito dalle insegnanti, nel caso la bambina
non fosse pronta a lasciarmi andare. Le insegnanti mi dicono che tutti i bambini prima o poi hanno il crollo, che non ci si può fare nulla e che è
inutile trattenersi di più.
Forse hanno ragione... ma io continuo a chiedermi se non sarebbe più giusto che le educatrici permettessero al genitore di seguire il ritmo di
adattamento del figlio (che sarà diverso da soggetto a soggetto) invece di dire sottovoce "vada vada" ogni volta che il bimbo si gira o dimostra
interesse per qualche gioco.
E comunque, oltre la presenza del genitore, credo ci siano degli espedienti a cui ricorrere per rendere migliore l'inserimento; a me ne sono
venuti in mente alcuni, che non elencherò per non dilungarmi troppo. Faccio solo un esempio: i primi giorni si potrebbero dividere i bambini in piccoli
gruppi da accogliere in orari diversi, magari organizzando una "visita" alle classi dei più
grandi, in modo che i piccoli prendano esempio da bambini che, nonostante siano lì senza mamma, non piangono e fanno tante cose
interessanti.
Secondo me c'è tanto che si può fare. L' impressione che ho avuto è che invece, almeno per quanto riguarda la scuola materna di mia figlia, il
metodo usato sia questo: "buttiamoli nell'acqua così dovranno imparare a nuotare".
Secondo lei faccio bene a non sentirmi tranquilla?
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