|
Siamo genitori di un bimbo di tre anni che a settembre ha iniziato la scuola materna. Dopo i primi giorni di pianti disperati sembrava che le cose andassero meglio e
Francesco entrava in classe senza più piangere. Tutto poi è ricominciato quando, per mie esigenze di lavoro,
Francesco ha dovuto iniziare a mangiare alla mensa. Adesso rimane a scuola dalle 8.30 fino alle 13.15 circa. Il problema
è che a scuola rifiuta di fare pipì, e quindi quando lo vado a prendere è completamente
bagnato ed inoltre in mensa non tocca cibo (sono 3 settimane che mangia a scuola). Le maestre mi hanno detto che non riescono a fargli assaggiare niente, nemmeno imboccandolo. Lui poi mangia a casa con noi alle 13.30 e non si lamenta nemmeno della fame (cosa insolita per lui che
è un gran mangione e, fino a poco tempo fa, farlo aspettare per il pranzo voleva dire sentire nelle orecchie le sue urla furiose).
Sembra quasi rassegnato, triste!
Da due giorni ha anche iniziato a non mangiare nemmeno la merenda che gli do per la pausa di
metà mattina.
Devo aggiungere che Francesco ha dovuto anche superare un altro scoglio: la lingua. Noi siamo entrambi italiani, ma lui ha iniziato una scuola di lingua francese. E' un bambino molto sveglio ed
è sempre stato precoce in tutto (ha iniziato a camminare a 9 mesi e a parlare a un anno), infatti ha una notevole
proprietà di linguaggio, ma solo nella sua lingua materna. Capisce anche il francese adesso (anche a detta delle maestre) e comincia a fare le prime frasi, ma non ha sicuramente una
proprietà di linguaggio tale da poter comunicare con gli altri suoi coetanei.
Le maestre non si sono accorte che si fa sempre la pipì addosso (tranne i casi
più evidenti), gliene ho parlato io stamattina e loro mi hanno detto che evidentemente ha un blocco.
Non so più come fare e cosa dire. Anche con lui, che dirgli quando lo trovo sempre bagnato? E ancora, il problema cibo?
Ho provato a spiegargli che è meglio se va a fare la pipì insieme agli altri piuttosto che rimanere bagnato; gli ho suggerito di assaggiare qualcosa in mensa, almeno le cose che
più gli piacciono, ma niente da fare. Mi risponde che quando le maestre li portano a fare la
pipì a lui non scappa e che non mangia perché il cibo non gli piace!
Sono piuttosto sconsolata e anche confusa soprattutto perché conoscevo mio figlio come un bambino piuttosto indipendente, molto sveglio e loquace (e questo anche a detta delle mie amiche che lo vedono giornalmente e si stupiscono di quanto
Francesco sia avanti rispetto ai loro figli) e adesso lo vedo così indifeso e io non so quale sia l'approccio migliore da adottare nei suoi confronti. Mi fa veramente pena, quando lo vado a prendere, vederlo seduto ad aspettarmi su una seggiola invece di essere a giocare con gli altri.
Abbiamo sempre parlato con lui come con un adulto, come un nostro pari, lo abbiamo sempre reso partecipe dei nostri discorsi, dei vari
problemi... e ora non so che dirli e soprattutto ho paura di sbagliare e di farlo sentire ancora
più frustato.
Vorrei ci suggerisse un metodo di comportamento da adottare, quali parole usare, cosa dire e cosa soprattutto non dire!
In attesa di una sua risposta, cordiali saluti
|