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Mio figlio ha 3 anni e
mezzo, fa il 2° anno di un asilo privato, già frequentato con profitto e
entusiasmo dalla sorella.
Dopo che il 1° anno è andato molto bene, in questo 2° anno Lorenzo, a detta
delle maestre, appare un po' più depresso e meno socievole e ci viene
suggerito (senza forzare) di reiscriverlo allo stesso anno d'asilo in maniera
da iniziare la scuola elementare (nello stesso istituto) non da "primina"
ma regolare.
Lorenzo peraltro a casa è
sempre sereno e non mostra reali segnali di disagio, anzi va con entusiasmo
all'asilo, dove forse unica (molto relativa) anomalia fa più comunella con le
altre bambine della classe che con i bambini maschi e gioca volentieri anche
con un amico che era con lui l'anno passato ma i cui genitori hanno preferito
ripetere l'anno. Dal suo punto di vista ci sembra che lui continuerebbe
volentieri anche l'attuale corso.
Io da piccolo ho fatto una
quasi-primina (sono di dicembre) e non ricordo il minimo disagio.
Il ragionamento che
facciamo è che che da una parte non c'è nulla di male a fare un anno in più
oggi di giochi ma d'altra parte non ci dispiace nemmeno l'abitudine inglese di
finire prima le scuole dell'obbligo e fare a quel punto prima dell'università
o del lavoro un anno "sabbatico" facendo qualche lavoretto, un po'
di volontariato e magari un bel viaggio zaino in spalla in giro per il mondo.
Crediamo invece sia più difficile al giorno d'oggi fare entrambe le cose.
Quindi io e mia moglie
vorremmo farci una nostra indipendente opinione e assumere una scelta
consapevole - senza forzarlo - possibilmente comprendendo il suo attuale grado
di maturità relativa, e cosa lo potrebbe rendere più felice.
Potete suggerirci qualche
lettura o qualche test che ci aiuti a formarci un idea sulla sua potenziale
idoneità (o inidoneità) a continuare a rimanere in "anticipo". E
nel primo caso cosa potremmo fare per aiutarlo a superare possibili
difficoltà al momento della prima elementare?
Grazie
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