|
Prima di tutto complimenti per il vostro sito.
Sono una signora di 60 anni in pensione.
La famiglia che abita accanto a me, 5 anni e mezzo fa, al momento della nascita del secondo figlio mi chiese la cortesia di dargli una mano a badare al bambino (il primo figlio è di 13 anni più
grande) e io accettai molto volentieri.
Quando il bimbo aveva due anni i genitori si sono separati, il padre ha lasciato la casa ed è andato subito dopo a vivere con la nuova compagna.
I rapporti tra i genitori separati sono sempre stati buoni e molto civili.
Anche se il padre assolve a tutti i suoi doveri economici, la madre ha dovuto in seguito trovare un lavoro a tempo pieno e quindi mi sono ritrovata a badare al bimbo piccolo in maniera molto impegnativa e molto coinvolgente da ambo le parti tanto che il bimbo ha cominciato a chiamarmi "nonna".
Ha cominciato a frequentare l'asilo a 4 anni prima solo la mattina e poi quest'anno anche al pomeriggio, non è mai andato volentieri ma ultimamente sta andando sempre peggio.
E' un bambino vivace, intelligente e affettuoso, sa di trovare tanti amici all'asilo, gli piace giocare ma trova mille scuse per non andarci.
Sempre più spesso le scuse sono sintomi di mal di pancia, mal di gola (i classici insomma) spessissimo si abbandona ad un pianto isterico che sfocia immancabilmente in vomito e questo sia a casa prima di andare all'asilo sia all'asilo stesso.
Addirittura ultimamente mi dice "nonna non mandarmi perché poi mi vengono le crisi".
Anche se non sono sua nonna, provo per lui un affetto da nonna e sono sinceramente preoccupata per il prossimo settembre quando dovrà andare a scuola, e anche
lì dovrà fare il tempo pieno, la madre purtroppo deve lavorare tutto il giorno, io continuerò ad accompagnarlo a scuola e a garantire tutto il mio affetto, la mia presenza se è malato o in caso di bisogno, ma non credo di potermi prendere la responsabilità di occuparmi di lui anche al pomeriggio.
Le maestre dicono che è stanco e ha solo bisogno di staccare, questo all'asilo si può fare, ma quando si va a scuola non si può staccare.
Forse la mia è una considerazione di una persona all'antica, ma sono sinceramente preoccupata.
Ne ho parlato anche con la madre, ma senza approfondire troppo, non posso fare la suocera.
Pensavo che forse servirebbe il parere anche di uno specialista, uno psicologo, magari influisce la separazione dei genitori, anche se il bimbo frequenta anche la compagna del padre e la famiglia di lei senza nessun (apparente) problema.
Gradirei tanto un vostro parere così saprei come comportarmi con il bimbo e con la madre, se devo insistere con lei o se sarà solo un momento passeggero e che tutto si risolverà.
Grazie e buon lavoro
|