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Bulimia precoce

 

Sono la mamma di una bambina di 12 anni, nata da un precedente matrimonio, e di un bimbo di 4 avuto con il mio compagno che ha iniziato a vivere con me e la bambina già da quando lei aveva 4 anni. Il papà della bimba ha grossi problemi (è un ex tossicodipendente) ed è assolutamente assente dalla sua vita (fisicamente e come interesse) oltre che decisamente egoista nel rapporto le pochissime volte all'anno in cui si vedono, lei invece gli ha voluto un gran bene (anche perché io le ho trasmesso sempre stima e affetto per lui) e l'ha "mitizzato" sino a due/tre anni fa, quando ha realizzato che comunque era un papà un po'... troppo difficile. Col mio compagno non ha un bel rapporto, lui le ha voluto molto bene e l'ha accudita come una figlia, lei non l'ha mai veramente accettato nella sua vita, l'ha sempre trattato come una mia pertinenza anche se nell'ambito di un sostanziale rispetto, e la situazione è peggiorata con la nascita del fratellino per il quale dimostra affetto tiepido e occasionale. La sua infanzia è stata particolare per le mie vicende famigliari ma direi che è stata una bimba molto amata, da nonni zii cugini, da maestre d'asilo di scuola e tate, e da me. L'ho allattata - anche se con una forte depressione - fino a 8 mesi, si è svezzata normalmente, ha ciucciato il dito sino a quattro anni insieme alla copertina che era il suo oggetto transazionale. Con me ha un legame molto forte, fatto di grandi slanci e grandi collere perché il nostro rapporto è sempre stato molto conflittuale, da quando è nato il fratellino di più, da quando ha iniziato le medie ancora peggio! Questo per fare a grandi linee un breve "quadro" della situazione. Da quando si è sviluppata (10 mesi fa) il suo rapporto col cibo è diventato patologico, e io, che ho sofferto (perché di sofferenza si tratta) per tantissimi anni di bulimia, sono annichilita di fronte a quello che sta succedendo, oltre che sommersa da sensi di colpa perché sono cosciente che l'origine dei problemi di alimentazione è da cercarsi nei legami parentali. E' decisamente ingrossata, con tutto ciò che ne consegue in termini di insoddisfazione sua per il suo corpo, di insicurezza nei confronti degli altri, di ossessione per l'abbigliamento giusto che la copra, e comunque mangia in maniera vorace, spesso confondendo le emozioni con il senso di fame, mai veramente appagata da quello che mangia anche se mangia di tutto, dolci e salati. Io non la opprimo ma ho cominciato a farla ragionare su tutto quello che sta perdendo in salute rispetto a prima, perché da piccola si autoregolava autonomamente con cibo e mangiava anche verdure e frutta, e su come sia importante che controlli la sua voracità, ma vi chiedo aiuto, cosa devo fare? Iniziare a portarla da un terapista sarebbe complicatissimo in una vita già normalmente complicata, io lavoro a tempo pieno e non posso utilizzare strutture pubbliche e la ristrettezza economica non mi consente lo specialista privato. Vorrei iniziare con lei un dialogo sereno su questa cosa, per evitarle il penoso cammino che ho percorso io e aiutarla a crescere con più tranquillità.

 

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copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 4, marzo 2004


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