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Troppo brava a scuola

 

Vorrei avere un parere su mia figlia di quasi nove anni, che sta terminando la terza elementare.
Mio marito ed io abitiamo a Bruxelles da anni, per scelta comune, da quando la bambina aveva 2 mesi. Il mio secondo figlio e' nato qui, adesso ha sei anni e mezzo, e sta terminando la prima elementare. 
Sono entrambi bilingui italo-francesi.
Mia figlia e' molto nervosa, si rosicchia le unghie da quando ha cominciato le elementari, ma da sempre ha avuto dei piccoli tic nervosi che apparivano e sparivano nel giro di poche settimane senza che gli fosse data importanza. A scuola e' brava: riesce benissimo in matematica e in tutte
le attività di tipo logico; la lettura, la grammatica e l'ortografia (fondamentale in francese) le sono un po' più ostiche, ma insomma se la cava.
Ha molte amiche, che la invitano spesso e che invita volentieri a casa a giocare. 
Ha un'ottima coordinazione psicomotoria: ha cominciato a camminare a 10 mesi e mezzo, è andata in bicicletta da sola a cinque anni, riesce bene nella ginnastica scolastica e da quest'anno gioca anche a tennis riuscendoci benino. 

La maestra di quest'anno, così come gli insegnanti degli anni passati (qui si cambia ogni anno, ma si fanno anche molte attività verticali, cioè che coinvolgono classi di anni diversi in modo che gli insegnanti dell'anno successivo sono sempre conosciuti) ci decantano come è brava e tranquilla Giulia in classe: «sì, certo la partecipazione attiva alle discussioni di gruppo non è il massimo, ma la bambina è veramente molto gentile e ben educata». 

Bene, dove sta il problema? A casa, Giulia è ogni giorno più insopportabile: nel tempo -mesi- diventa sempre più dispettosa con il fratello (con cui per altro gioca a pomeriggi interi e che cerca come compagno di gioco), passa da atteggiamenti arroganti dove tratta male tutti (me, in particolare), a momenti dove salta addosso con baci ed effusioni. Non sta ferma un instante, combina disastri ma non ammette mai che può essere colpa sua -così fa saltare i nervi a suo padre. Ma soprattutto non è mai serena fino in fondo: diventa difficile interagirci, e anche se quando vado a prenderli a scuola cerco di arrivare nella migliore delle disposizioni, due volte su tre, nel quarto d'ora a piedi che ci vuole per tornare a casa, se l'è già presa per qualcosa.
Allora diventa musona, intrattabile, non risponde -che sa benissimo essere una cosa che mi fa saltare i nervi-, e dispettosa.
Io cerco di essere più calma che posso, di non lodarla per come è stata buona a scuola (io sono stata la "brava" della classe per anni e so che è molto noioso.), ma piuttosto per come ha lavorato bene. Ma anch'io la sera sono stanca dopo un giorno di lavoro e vorrei poter avere delle interazioni normali: ci raccontiamo le cose, giochiamo, parliamo, leggiamo un libro.
E' come se Giulia tutto il giorno stesse tirata al massimo e poi la sera si rilassasse tutto d'un colpo. Non credo che la scuola dove va sia particolarmente esigente, ma piuttosto che al solito l'attenzione ai problemi comportamentali vada sempre a focalizzarsi su chi è agitato e disturba la classe a scapito di chi invece è troppo "bravo" e "disturba" soltanto se stesso che così si sente sempre più in dovere di essere bravo e tranquillo. 

Adesso mia figlia ha anche cominciato a strapparsi le unghie dei piedi, ed inoltre non disegna più: dice che i disegni che fa sono tutti brutti, mentre invece erano molto belli e solari.
Spero che l'estate e le vacanze passate in Italia al mare la aiutino un po', ma al rientro vorrei proprio saper come fare ad aiutarla, anche se è il caso di vedere uno psicologo (ma questo inizierebbe delle discussioni infinite con mio marito che non ne vuol neanche sentir parlare, e quindi
 preferirei evitare).

Mi sono dimenticata di dire alcune cose che forse sono utili: che ha parlato tardi (oltre i tre anni), contemporaneamente in italiano e francese e benino da subito, che e' molto ostinata -quando si mette in testa di fare una cosa, non molla fino a che non ci è riuscita (pattini a rotelle, bicicletta.)-, che mangia e dorme bene e volentieri, e che sono soprattutto io ad occuparmi dei bambini, ma che il padre è presente per tutte le decisioni più importanti e che si occupa dei bimbi quando io non posso anche se la routine quotidiana gli sfugge un po'.

Spero di avervi dato elementi sufficienti per un quadro della situazione, e vi ringrazio in anticipo per l'aiuto che mi saprete dare

 

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copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 11, Ottobre 2004.


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