| Sono
una mamma lavoratrice di 39 anni, felicemente sposata e con una
splendida bimba di 2 anni e 4 mesi, quest'ultima sana, affettuosa
e serena.
Il mio problema riguarda il rapporto della bambina con i nonni materni.
Mi spiego meglio: il rapporto tra nonni materni e genitori è
da tempo fortemente incrinato, poichè noi genitori riteniamo
che la frequentazione della bambina con i nonni materni non sia
produttivo ai fini di una crescita armoniosa e serena della stessa.
Beninteso: alla nascita della bimba e sino ai 13 mesi della bambina
i nonni vedevano la bambina con ampi margini e secondo i loro desideri
e noi genitori eravamo anche ben felici di ciò. Ma, a seguito
di alcune spiacevoli e dolorose discussioni tra me ed i miei genitori,
mi sono resa conto che:
1)
non hanno mai accettato mio marito come persona e che lo riconoscono
(perchè devono, loro malgrado) a malapena come padre naturale
della bambina. E ciò benchè mio marito, dopo il matrimonio,
abbia sempre incoraggiato le riunioni familiari con i miei (anche
perchè i suoi genitori sono lontani)
2)
mia madre in particolare non si fa scrupoli di manifestare la propria
intolleranza verso il genero (perchè è romano, perchè
è uno stupidotto...) con tutti, da parenti ad amici a semplici
conoscenti (riferitomi dagli stessi)
3)
entrambi, chi più che meno, hanno provocato l'allontanamento
delle poche "amicizie" che avevamo, certamente descrivendoci
come "mostri" che allontanano i nonni dalla nipote
4)
mio padre visitava la bambina saltuariamente e su mio invito, in
quanto non si sentiva "nonno"come gli altri
5)
mia madre si offriva di accudire la bambina ma poi non reggeva l'impegno
(ma di questo non attribuisco colpe, è solo una riflessione)
6)
hanno sempre criticato qualunque nostra decisione sia in merito
alle scelte comuni che da adottare verso la bambina. Come se non
bastasse:
7)
a seguito del diradarsi delle visite alla nipote, anzichè
addivenire ad accordi nel rispetto anche del nuovo nucleo familiare
(con impegni di lavoro, turni, asilo nido, cane, ecc.) gli stessi
sino sono rivolti ad un legale per ottenere di vedere la bambina
secondo non si sa bene quali criteri
8)
poichè non hanno raggiunto lo scopo:
- mia madre mi tormenta con messaggi sms, lettere con accuse e articoli
di giornali vari, commenti irripetibili all'indirizzo di mio marito
- mio padre - mio socio in azienda ed amministratore della stessa
- pone in essere atteggiamenti ritosivi nei miei confronti nell'ambiente
di lavoro... Il che si riflette poi anche sulla bambina, perchè
il mio malessere è ormai dalla stessa in qualche modo percepito.
A questo punto mi chiedo: quali vantaggi educativi potrebbe trarre
la nostra bambina da nonni del genere? Quali insegnamenti potrebbero
inculcarle?
La
bambina, pur così piccola, capisce e ripete... Ed i commenti
sul padre?
Noi
siamo piuttosto dell'idea che i problemi familiari si risolvono
con amore e umiltà più che con minacce di intentare
azioni legali, e che l'amore per una nipote non può prescindere
da quello per i figli (quale si dovrebbe considerare anche un genero
presente e premuroso). Ma intanto subisco continuamente accuse dai
miei genitori di distruggere la loro esistenza e con ciò
facendo del male anche alla bambina. Cosa fare nell'interesse della
crescita serena di Cristina?
Ho
bisogno davvero di un consiglio per il suo bene. Grazie!
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