| Buongiorno,
Vi scrivo per esporVi il mio problema nella speranza di un Vostro
suggerimento che indichi a me e a mio marito una strada da seguire
che forse noi non abbiamo ancora considerato.
Ho
due figlie, una di 6 anni e una di quasi 5 con le quali non posso
dire di avese avuto grossi problemi se non capricci che a detta
dei pediatri sono sempre stati correlati alle età e alle
fasi di crescita. Devo dire che però la mia primogenita,
di cui vorrei parlare più in particolare mi ha sempre dato
più pensieri della seconda, sia per comportamento che per
carattere.
Premetto
che la crescita delle mie bambine è avvenuta in famiglia
(io sono stata a casa fino a quando hanno cominciato la scuola materna
e non le ho mai affidate a cure di altri) e nella loro vita hanno
da sempre avuto la vicinanza dei nonni degli zii e delle cugine
(ora di 10 e 8 anni) con le quali sono quasi cresciute assieme.
Da 2 anni, poi, è arrivata la terza cuginetta, anche lei
molto vicina e quindi con una frequentazione quotidiana, a cui mia
figlia è attaccata oserei dire morbosamente. Appena la vede
non riesce a fare a meno di prenderla in braccio, di baciarla, di
abbracciarla....... comportamenti che fino a quando la bimba era
più piccola le venivano vietati o quantomeno limitati perchè
nonna e zia temevano per l'incolumità della piccina .A quest'aspetto,
si lega al fatto che spesso mi chiede una sorellina....( con quella
che già ha ci gioca ma ci litiga anche e poi la tratta da
sua pari.... lei invece vorrebbe una sorellina tutta da coccolare).
Devo dire che le due cugine più grandi sono dei veri "maschiacci"molto
esuberanti a livello fisico e anche caratteriale (urlano tanto,
usano fra di loro appellativi poco gentili, e spesso si danno anche
le botte) e le mie, colte da spirito di emulazione spesso le imitano.
Spero di aver fatto un quadro generale della famiglia "allargata"
che è poi il contesto in cui le mie figlie vivono.
A
questo punto il problema di oggi: la mia primogenita, Patrizia,
ha da un mese cominciato la prima elementare. Premetto che alla
scuola materna era molto brava e giudiziosa... unico neo.. ogni
tanto faceva i dispetti ai compagni ma a detta della maestra era
solo una piccolezza confronto a quanto era ubbidiente e affidabile
(la mandavano anche in giro da sola a fare commissioni all'interno
dell'asilo). Poi ha stretto amicizia con una bimba coetanea figlia
unica viziatissima da una mamma molto ricca e da un papa' che non
si sa bene che ruolo rivesta in famiglia .All'inizio tutto bene,
anche se per me è stato difficile spiegarle perchè
l'amica aveva tutto ciò che chiedeva e lei invece no etc
etc.
Sono
in classe insieme anche alle elementari, ma dopo i primi giorni
di idillio ecco che iniziano le scaramucce e la mamma dell'amichetta
mi chiama e mi dice che sua figlia ha vomitato prima di andare a
scuola perchè aveva paura che Patrizia in classe la picchiasse.
Allarmata ho parlato subito con l'insegnante che mi ha detto che
assolutamente non aveva mai notato atteggiamenti aggressivi da parte
di mia figlia, che è sicuramente una bimba che si sa difendere
ma tutt'altro che aggressiva. Ma la tiene d'occhio e dopo due giorni
mi dice che sì, in effetti qualche bimbo si è lamentato
perchè Patrizia gli dava i pizzicotti, ma che questo nulla
aveva a che fare con i problemi della sua amichetta, che forse attribuiva
a Patrizia la causa del suo rifiuto della scuola.
La
maestra, inoltre, ha parlato con Patrizia e lei ha risposto che
quando da i pizzicotti li dà per "scherzare". Ieri
sera io e il suo papà leabbiamo parlato con calma dicendole
che non si fa, che non si danno i pizzicotti, che rischia di prendere
una nota, che se le fanno i dispetti deve dirlo alla maestra e non
farsi giustizia da sola.
Lei
sembra aver capito il messaggio... spero lo metta in pratica. Concludo
dicendo che anche in casa lei passa da momenti di partecipazione
attiva, in cui vuole aiutare, ed è disponibile a momenti
in cui è sempre e solo NO, su tutto.
Devo
insistere per far sì che si spogli, che si lavi, che venga
a tavola, che mangi.....
Vuole fare tutto di testa sua, vuole il latte e poi non lo beve,
sceglie i vestiti la sera, e poi la mattina cambia idea, quando
usciamo è un continuo "mi compri"... e a volte
il nostro no è gestibile, altre diventa imbarazzante.
Ho
letto " i no che aiutano a crescere" della Phillips, ma
anche "se mi vuoi bene dimmi di no" della Ukmar, ma non
so se con mia figlia funzioni essere rigidi come anche mio marito
propone....a me sembra che sortisca l'effetto contrario. Ma che
fare...???? Forse sono stata un pò prolissa, ma spero di
aver dato un quadro generale della situazione, e spero tanto in
un Vostro consiglio. |