| Gentile
dottoressa,
il mio problema riguarda il mio primogenito che non ubbidisce. Vengo
al dunque: ho due figli maschi uno di anni 2 e l'altro di anni 7.
Due bambini sani e vivaci. Il grande che si chiama Zeno è
bravo a
scuola, diligente, responsabile anche troppo, insomma fuori nell'ambiente
scolastico mai nessun problema ma a casa è un altro.
Dallo
scorso anno, forse da quando è nato il fratellino di cui
dice di essere contento (quando non è in casa lo cerca, quando
è con lui bisticciano) è diventato violento, non si
riesce a farlo ubbidire e se ci scappa una sculacciata proprio perchè
ci fa perdere la pazienza si scatena in lui una tale ira che inizia
a dare calci e pugnia tutti, a gridare a sbattere le cose, le porte,
insomma da vergognarsi in condominio.
A
questo si aggiungono dei incubi nottturni in cui nel"sonnambulismo"
ha gli stessi comportamenti tenuti in queste circostanze di ira,
grida, urla: è impossibile avvicinarsi e quando ritorna in
sè dopo anche più di mezz'ora dice di non ricordare
niente a maggior ragione il giorno dopo.
Abbiamo
mandato il fratellino in più circostanze dai nonni per stare
con Zeno e dargli tutto l'affetto, tanta pazienza, a momenti è
un angelo poi basta un niente che lo disturba e diventa arrabiato,
risponde male e soprattutto non c'è verso di fargli rispettare
la cosidettà "buona educazione".
Grazie
per la risposta che ci sarà d'aiuto.
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