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Disaccordo sulla scuola dell'infanzia

 

Salve,sono la mamma di Nicola di 3anni e mezzo e la moglie di un laureato col massimo dei voti in scienze politiche, che non ha frequentato l'asilo e attualmente e' comunque un svolge un lavoro di successo.

Da ottobre Nicola ha iniziato a frequentare la scuola materna con entusiasmo e contro la volonta' di mio marito, convinto che "spedire" il suo unico figlio a scuola a quell'eta' fosse inconcepibile. Non ha mai sopportato le levataccie alle 7 del mattino, per lui Nicola deve dormire e svegliarsi da solo.

Secondo me Nicola, che e' un bambino vispo, gioioso, intelligente ha bisogno della scuola, di amici con cui relazionarsi. Premetto che sono una mamma a tempo pieno, potrei tenerlo a casa con me senza problemi.

Adesso, soprattutto dopo la pausa natalizia, Nicola in seguito (a mio parere) alle continue lamentele del padre abbastanza infuocate, si rifiuta di alzarsi la mattina, piange in maniera pazzesca, si rifiuta di togliersi il pigiamino come si rifiuta di metterlo la sera, e aspetta la sentenza del padre se andare o no a scuola tra le lacrime "telecomandate". Quella che era partita come una fase di crescita positiva per Nicola è divenuta una tortura x tutti.

Cosa devo fare? Accontentare mio marito e portare Nicola a scuola tra un anno? Continuare con le discussioni e portarlo a scuola?

Preciso che usciti dalla porta Nicola finisce di piangere, mio marito e' col muso ed io con l'animo poco tranquillo. Grazie

 

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copyright © Educare.it - Anno V, Numero 4, Marzo 2005


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