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Una bambina che non accetta i cambiamenti

 

Siamo i genitori di una bambina di 6 anni, Barbara, alle prese con una sua ciclica "crisi di rigetto" nei confronti della scuola.

L'antefatto: l'anno scorso, all'inizio del terzo anno di scuola materna, Barbara ha iniziato a manifestare insofferenza nei confronti dell'asilo con urla, pianti che duravano anche nel fine settimana. Ci raccontava che all'asilo aveva pianto "perchè voleva la mamma" oppure il papà. La cosa si è protratta da settembre a marzo, tanto che a gennaio, attribuendo questa insofferenza alla stanchezza del terzo anno di asilo, abbiamo deciso di iscriverla alle elementari, anche perchè Barbara sapeva scrivere e "leggiucchiava".

Nel frattempo abbiamo cambiato casa, siamo andati ad abitare non molto lontano rispetto alla vecchia casa, ma l'appartamento è più grande e Barbara ha la sua cameretta (prima dormiva con noi e suo fratello maggiore di 12 anni, nato dal matrimonio precedente della mamma, non aveva la sua cameretta). Da quel momento Barbara ha paura a rimanere sola, si sveglia la notte alle 4-5 del mattino gridando "mamma dove sei?" e corre in camera nostra, continuando poi tranquillamente a dormire una volta recuperato il lettone (prima non aveva mai dormito nel lettone anche se era in un lettino vicino a noi).

Prima elementare: Barbaraè peggiorata e rifiuta di andare a scuola, piange sempre, sia la mattina per andare, soprattutto quando c'è una titolare in particolare, la maestra xxx, piange la sera. Ha crisi di pianto che durano anche un'ora! E non ci sono buone ragioni valide per farla smettere, nè le promesse di un bel fine settimana da trascorrere assieme, nè il fatto di tentare di farle capire che ognuno di noi ha un posto nella società (forse è un pò presto per questi concetti, ma siamo disperati!). La sua risposta è: voglio stare con la mamma, fare tante coccole con la mamma! A scuola non mangia più nulla, vomita tutto e stamattina ha vomitato anche a casa, quando il papà, dopo innumerevoli tentativi di convincerla ad andare a scuola, ha perso le staffe e l'ha sgridata pesantemente.

Ci attende un lungo ed estenuante fine settimana... Insomma, la crisi dello scorso anno si è ripresentata con la scuola. Un particolare: Barbara quando è a casa si rifiuta di muoversi per qualunque ragione, se, ad esempio, al sabato mattina le propongo di andare a far compere al mercato, grida e strepita che lei non si vuole muovere e ci vuole del bello e del buono per convincerla a seguirmi. Poi, una volta raggiunta la meta, non vuole più tornare indietro e... altri strepiti e preghiere pietose (le tenta sempre tutte).

All'uscita dalla scuola la maestra xxx, quella meno sopportata da Barbara (che l'accusa di essere "cattiva") ci ha detto che la bambina è molto poco matura e con un'aria esasperata ha chiesto "ma di chi è stata l'idea di mandarla a scuola?". Alla materna ci avevano comunque assicurato che Barbara, dopo tre anni di asilo, era pronta per affrontare le elementari ...

La nostra famiglia è serena, Barbara è una bambina amata da tutti, sia dai genitori che dal fratellone: dove abbiamo sbagliato? Grazie per il vostro prezioso aiuto.

 

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copyright © Educare.it - Anno V, Numero 7, Giugno 2005


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