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Buongiorno,
sono la mamma di un bambino di 2 anni e 7 mesi. Un problema mi affligge
e riguarda il linguaggio del mio bambino. Il suo vocabolario è
relativamente ristretto ad una decina di parole: mamma, pappa, papà,
nonna, tato e tante parole come “me” che stanno per “mela”, “gia”
per giallo.
Devo
fare la premessa che fino a agosto ha passato la maggior parte del
tempo a nanna nel senso che essendo particolarmente buono, riuscivo
a farlo dormire fino a 15 ore al giorno e più. Una volta
sveglio però ne faceva anche per i momenti di sonno, intendo
dire che non rimaneva fermo e tranquillo.
Non
è stato mai abituato a stare con altri bambini ma sempre
con me e quindi credo che il ritardo nel parlare sia dovuto anche
a questo. Nei momenti in cui era sveglio io non lo stimolavo molto
anzi quasi per niente perchè vedevo che lui giocava tranquillo
e se intervenivo sembrava quasi gli dessi fastidio e quindi lo lasciavo
libero. Nonostante fossi io il punto di riferimento non è
attaccatissimo a me, mi vuole bene ma non si dispera quando, raramente,
mi distacco da lui.
Un
bambino estremamente sensibile e attento a ciò che lo circonda,
molto intelligente. Obbedisce a tutto ciò che gli si chiede
fin da un anno. Credo che la mia colpa sia stata quella di non averlo
seguito a sufficienza ed avere insisto nel farlo parlare e stimolarlo
con libri o altro, anche se come ho detto quando lo stimolavo con
dei libri lui si sentiva obbligato, strillava e si contorceva e
davanti ad un simile comportamento ho ritenuto a spettare e mettermi
da parte e forse ho sbagliato. So che per la crescita linguistica
di un bambino è essenziale un ambiente ricco di stimoli e
più si parla più ci si abitua a parlare. Per lui l'ambiente
era carente e quindi ecco i risultati. Ora me ne pento tanto di
ciò che non ho fatto e sono corsa ai ripari.
Da
settembre e tutt'ora porto il mio bambino ad una specie di asilo
(dico specie perchè è un luogo gestito da due ex maestre
d'asilo che danno la possibilità sotto pagamento di lasciare
i bimbi di varie età per qualche ora fino a tutto il giorno)
ed ho visto dei risultati. Lo lascio tutta la mattina dalle 8.30
fino alle 13.30, è insieme con 5-6 bambini più o meno
della sua età. Ora è interessato alla lettura dei
vari libretti, ascolta con piacere e fa talvolta i suoi discorsi
seppur incomprensibili ma li fa.
Un
piccolo traguardo lo ha raggiunto, cerca di parlare ma non è
sempre disponibile nel senso che se gli va parla ma se lo stresso
dicendogli di dirmi cosa ha fatto, a cosa serve quella determinata
cosa alle volte mi risponde nella sua maniera (ed è una soddisfazione
bellissima) altre e mi risponde con suoni gutturali.
Ha migliorato un pochino e ne siamo contenti noi genitori anche
se vorremmo di più che parlasse di più, forse lui
avrà bisogno di più tempo rispetto a qualcun'altro.
Non intendo portarlo a far vedere da qualcuno perché credo
che sia il tempo quello che a lui serve da voi vorrei però
dei consigli o qualcosa che mi servisse per stimolarlo. Oltre a
dei suggerimenti magari dei titoli dei libri di cui si avvalgono
i logopedisti in cui ci siano degli esercizi specifici per il mio
problema. Spero che la mia lunga lettera sia stata da voi letta
con attenzione e spero che comprendiate la mia angoscia (parola
forse troppo forte).
Vorrei
da voi dei suggerimenti che potrei attuare per farlo parlare, delle
tecniche o qualcosa che potrei utilizzare per farlo parlare senza
fargli pesare il fatto che non riesce a parlare o a dire questa
e quell'altra parola.
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