"D" è nato
dopo l'adozione del primo figlio, di origine indiana, con il
quale ha avuto una infanzia felice giocando molto insieme anche
se è stato un pò sopraffatto dalla natura logorroica
del fratello maggiore (di un anno). Penso che a questa fase
preadolescenziale vada riferito un errore commesso da mia moglie
che è sempre stata preoccupata di dover dare di più,
in termini di attenzione affettiva, al primo figlio in quanto
"abbandonato" dando un pò per scontato "D"
che ha risentito di questa differenza di trattamento che io
ho cercato di compensare, non so se sempre nel modo giusto.
Più tardi mia moglie si è resa conto di questo
errore ed ha cercato di rimediare ponendo più attenzione
affettiva a "D".
Oggi "D" lo vedo
in una fase positiva di risalita da un periodo "orribile"
che ha compreso:
"D" è molto
benvoluto dai suoi amici che, per la verità, non sono
modelli negativi anche se qualcuno rientra nella classica tipologia
del bullo. Ha avuto ragazze intelligenti, tutte molto carine
e con una certa personalità (anche se della prima non
sappiamo quasi niente se non che era bella e svegliotta).
In casa le violente litigate
con il fratello (iniziate con l'adolescenza) stanno sensibilmente
riducendosi e si parlano un pò di più.
Dei miei errori del passato
desidero citare un paio di perdita di staffe che mi ha portato
a picchiarlo (riusciva a portarti ai massimi livelli di esasperazione,
quasi volutamente); ciò nonostante mi ha sempre riconosciuto
il bene che gli volevo, mentre il bene della mamma solo di recente
sembra volerlo riconoscere.
E' dolce con gli animali
e da parte di chi lo conosce, anche adulti, abbiamo sempre avuto
una descrizione di un ragazzo perbene e rispettoso (ma a noi
ha sempre raccontato un sacco di bugie). Ci rinfaccia sempre
una mancanza di fiducia nei suoi confronti anche se libertà
ne ha parecchia ma i timori, specialmente in mia moglie, che
possa farsi coinvolgere negativamente ci creano un'ansia che
toglie serenità anche al rapporto con lui. Quello che
vorrei è che riuscisse a mettere la dovuta determinazione
e motivazione nello studio, aumentasse il suo senso di responsabilità
(anche nell'aiuto in casa) e si aprisse di più un dialogo
con noi.
Quanto ho detto è
una sintesi, per il resto ritrovo gran parte delle argomentazioni
delle lettere di altri genitori con figli "difficili".
Vi ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.