|
Sono
mamma di due bimbe (3 anni, fra un mesetto, ed 1 anno).
Negli
ultimi tempi (da circa qualche mese a questa parte) ho seri problemi
nel cercare di gestire l'educazione della mia primogenita, Sara.
Sara
è sempre stata una bimba un pò difficile. Comunque
fino ad ora non avevo incontrato grossi problemi a relazionarmi
con lei. Negli ultimi tempi, invece mi riesce tutto così
difficile: praticamente si alza piangendo e strillando (per quale
motivo ancora non sono riuscita a capirlo dato che, mentre lei
è in preda a questa crisi di nervi, io cerco di chiederle
spiegazioni in modo pacifico ma lei non fa altro che guardarmi
e continuare a piangere e strillare).
So
che chiedere spiegazioni durante queste crisi è praticamente
inutile ma cosa dovrei fare?
Ho
provato credo tutti i metodi possibili:
-
l'ho ignorata ma va avanti per minuti lunghissimi, rotolandosi
per terra e invocando tra le lacrime il mio nome e tendendomi
le braccia. Quelle poche volte che ce l'ho fatta ad ignorarla
totalmente, dopo aver finito di piangere, ho cercato di parlarle
in modo molto sereno per dirle che se ha qualcosa che non va
deve cercare di parlare perchè se piange io non la capisco
e non la posso aiutare. Lei sembra capire e ritorna ad essere
tranquilla come se non fosse mai successo niente ma, la volta
successiva, per la minima stupidagine, siamo punto e a capo
(senza considerare il fatto che quando siamo fuori casa, ignorarla
non è molto facile perchè grida talmente tanto
che sembra la stiano torturando e quasi sempre si getta per
terra anche se siamo in mezzo ad una strada);
-
l'ho sgridata furiosamente alzando la voce per superare le sue
grida ma ho solo l'impressione di farla piombare nella disperazione
e nel panico più totale;
-
l'ho minacciata dicendole che se non la smetteva subito di strillare
in quel modo non le avrei fatto fare o dato una cosa a cui tiene,
che me ne sarei andata lasciandola lì da sola e l'unica
cosa che ottengo è farla rialzare immediatamente da terra
(perchè quella di gettarsi per terra è ormai diventata
un'abitudine) ma rimane immobilizzata sempre nella stessa situazione
di isterismo;
-
una volta, arrivando all'esasperazione, l'ho sculacciata (cosa
che non faccio mai) proprio nella speranza di spiazzarla e scuoterla
da quella ennesima crisi di pianto ma non ho ottenuto nient'altro
che aggiungere dolore fisico al suo malessere (ed al mio).
Nessuno
di questi metodi è stato da me applicato in modo continuativo
perchè sono talmente confusa che non so neppure se adotto
quello migliore (sempre che ne esista uno). Mio marito pensa che
io sto ingigantendo il problema e che rientra tutto nella normalità.
Io temo invece che queste crisi siano troppo frequenti e che sotto
ci possa essere dell'altro (forse io mi colpevolizzo del fatto
che io e mio marito abbiamo spesso dei diverbi davanti a lei,
comunque cerchiamo di non alzare la voce ma si capisce subito
che siamo in disappunto l'uno con l'altra).
Vista
la dimensione esagerata di questa lettera, mi rendo conto che
la mia, oltre che una richiesta di consulenza, è anche
uno sfogo di carattere personale e di questo mi scuso, ma vorrei
tanto che qualcuno "attendibile" mi dicesse: "E'
così che devi fare".
So
che non esiste una regola generale, ma tra tutti i tentativi che
ho fatto, ne esiste qualcuno che valga la pena di portare avanti?
E' davvero possibile che tutto questo faccia parte naturale del
processo di crescita di un bambino?
Vi
ringrazio anticipatamente del tempo che mi avete dedicato.
|
| |
|
|
| |
| leggi
la risposta del Consulente di Educare.it
La
consulenza si trova in un'area ad accesso riservato. Scopri
come ottenere la password |
| |
copyright
© Educare.it - Anno VI, Numero 2, Gennaio 2006
|