HOME

Consulenza on line

 

1776

Educazione

 

Sono mamma di due bimbe (3 anni, fra un mesetto, ed 1 anno).

Negli ultimi tempi (da circa qualche mese a questa parte) ho seri problemi nel cercare di gestire l'educazione della mia primogenita, Sara.

Sara è sempre stata una bimba un pò difficile. Comunque fino ad ora non avevo incontrato grossi problemi a relazionarmi con lei. Negli ultimi tempi, invece mi riesce tutto così difficile: praticamente si alza piangendo e strillando (per quale motivo ancora non sono riuscita a capirlo dato che, mentre lei è in preda a questa crisi di nervi, io cerco di chiederle spiegazioni in modo pacifico ma lei non fa altro che guardarmi e continuare a piangere e strillare).

So che chiedere spiegazioni durante queste crisi è praticamente inutile ma cosa dovrei fare?

Ho provato credo tutti i metodi possibili:

  • l'ho ignorata ma va avanti per minuti lunghissimi, rotolandosi per terra e invocando tra le lacrime il mio nome e tendendomi le braccia. Quelle poche volte che ce l'ho fatta ad ignorarla totalmente, dopo aver finito di piangere, ho cercato di parlarle in modo molto sereno per dirle che se ha qualcosa che non va deve cercare di parlare perchè se piange io non la capisco e non la posso aiutare. Lei sembra capire e ritorna ad essere tranquilla come se non fosse mai successo niente ma, la volta successiva, per la minima stupidagine, siamo punto e a capo (senza considerare il fatto che quando siamo fuori casa, ignorarla non è molto facile perchè grida talmente tanto che sembra la stiano torturando e quasi sempre si getta per terra anche se siamo in mezzo ad una strada);
  • l'ho sgridata furiosamente alzando la voce per superare le sue grida ma ho solo l'impressione di farla piombare nella disperazione e nel panico più totale;
  • l'ho minacciata dicendole che se non la smetteva subito di strillare in quel modo non le avrei fatto fare o dato una cosa a cui tiene, che me ne sarei andata lasciandola lì da sola e l'unica cosa che ottengo è farla rialzare immediatamente da terra (perchè quella di gettarsi per terra è ormai diventata un'abitudine) ma rimane immobilizzata sempre nella stessa situazione di isterismo;
  • una volta, arrivando all'esasperazione, l'ho sculacciata (cosa che non faccio mai) proprio nella speranza di spiazzarla e scuoterla da quella ennesima crisi di pianto ma non ho ottenuto nient'altro che aggiungere dolore fisico al suo malessere (ed al mio).

Nessuno di questi metodi è stato da me applicato in modo continuativo perchè sono talmente confusa che non so neppure se adotto quello migliore (sempre che ne esista uno). Mio marito pensa che io sto ingigantendo il problema e che rientra tutto nella normalità. Io temo invece che queste crisi siano troppo frequenti e che sotto ci possa essere dell'altro (forse io mi colpevolizzo del fatto che io e mio marito abbiamo spesso dei diverbi davanti a lei, comunque cerchiamo di non alzare la voce ma si capisce subito che siamo in disappunto l'uno con l'altra).

Vista la dimensione esagerata di questa lettera, mi rendo conto che la mia, oltre che una richiesta di consulenza, è anche uno sfogo di carattere personale e di questo mi scuso, ma vorrei tanto che qualcuno "attendibile" mi dicesse: "E' così che devi fare".

So che non esiste una regola generale, ma tra tutti i tentativi che ho fatto, ne esiste qualcuno che valga la pena di portare avanti? E' davvero possibile che tutto questo faccia parte naturale del processo di crescita di un bambino?

Vi ringrazio anticipatamente del tempo che mi avete dedicato.

 

leggi la risposta del Consulente di Educare.it

La consulenza si trova in un'area ad accesso riservato. Scopri come ottenere la password

copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 2, Gennaio 2006


Educare.it - Rivista on line - Registrazione n. 1418 Tribunale di Verona del 21.11.2000