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Crisi isteriche

 

Vorrei avere un consiglio sull'attegiamento da tenere nell'educazione di mia figlia.

Pieranna a 25 mesi è un bambina sveglia, vivace, intelligente allegra e decisa. Sino a qualche mese fa non abbiamo avuto particolari problemi nel gestire il suo carattere, nel darle delle regole che lei potesse capire.

Da qualche mese dobbiamo fare i conti con crisi isteriche che si presentano senza nessuna causa apparente ed in momenti diversi della giornata. Il motivo scatenante potrebbe essere qualsiasi cosa. Se non riesce a fare ciò che si è prefissa mentre gioca, se cade un oggetto, se si cerca di spiegarle qualcosa, se arriva in casa una persona che non sia il papà o la sorella (anche familiari che vede spesso).

Il suo comportamento è variato dopo una serie di eventi che hanno cambiato la nostra e la sua vita. Da novembre abbiamo iniziato i lavori per il trasloco che poi è avvenuto poco prima di Natale. C'è da precisare che oltre la nostra famiglia anche quella dei miei genitori ha dovuto effettuare, in contemporanea, un trasloco che si incastrava con il nostro. Il loro lo abbiamo ultimato a metà gennaio.Questo ha comportato diversi spostamenti di tutta la famiglia in varie case prima di riuscire a sistemarci nella nostra nuova casa.

Alla fine dei lavori Pieranna si è ammalata di una brutta bronchite, febbre alta per diversi giorni che ci ha costretto a forzarla nell'assunzione delle medicine. La tenevamo in due, e mentre lei urlava e si dimenava, io le spruzzavo la medicina in bocca con forza. Questa era la prima volta che la bambina stava così male da quando è nata. Durante la sua malattia io sono entrata in ospedale per partorire. Anche questa situazione, in cui la mamma mancava da casa più di un giorno era una novità per Pieranna. Io mi allontanavo da casa solo per le ore in cui lavoravo e lei stava con la nonna senza nessun tipo di problema.

Le crisi sono iniziate dopo la malattia ed il mio rientro a casa dall'ospedale. Urla, si butta a terra e striscia sino ad arrivare contro un muro o un mobile al quale può sbattere con il corpo, mentre urla ripete in continuazione "no" oppure "dai", insistentemente esenza mollare. Si picchia la faccia con i pugni. Non ci si può avvicinare, se si tenta di prenderla aumenta l'intensità degli urli. E' inutile sgridarla o darle uno scappelloto sul pannolino, è inutile parlarle o tentare di consolarla. Se qulacono le si avvicina è peggio, soprattutto se il papà, la nonna o chiunque altro che non sia la mamma.

Ma anche io non riesco le prime volte ad avvicinarmi. Poi intervengo dicendole che vado in un'altra stanza e che se mi vuole deve venire o chiamarmi e a quel punto, dopo aver continuato ad urlare per un bel po', tenta di avvicinarmi urlando in continuazione "mamma". Io la raggiungo, la prendo in braccio e dopo essersi dimenata ancora per un po' si calma. Purtroppo non sempre va bene così.

Le crisi possono durare dal quarto d'ora all'ora. Anche la notte ne ha diverse: si sveglia dal sonno urlando mamma e solo io posso tentare ad avvicinarla e poi inizia ad urlare (ci tengo a precisare che prima ha sempre dormito serenamente tutta la notte e senza problemi, svegliandosi serena e
sorridente), queste crisi durano di più di quelle diurne. A tutto questo va aggiunta la difficoltà a farsi cambiare sia il pannolino che a farsi vestire sia il giorno che la notte al punto che stanchi e disperati siamo arrivati al punto di cambiarla mentre dorme.

 

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copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 6, Maggio 2006


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