HOME

Consulenza on line

 

1820

Troppo permaloso

 

Ho bisogno di ritrovare la bussola, perché non so dove sto andando. Siamo io e mio figlio, Fabio, di 4 anni. Lui è stato sempre molto permaloso, nel senso che si arrabbia per ogni minima cosa che lui considera uno sgarbo. Il problema è che si chiude a riccio, impossibile fargli esprimere il disagio o la rabbia, dice che non vuole parlare, non vuole fare pace, non vuole niente. Adesso ha imparato a
dire che lui è fatto così.

Nei conflitti con gli altri bambini si isola, è sempre la vittima degli scherzi di altri, che spesso si coalizzano, per reazione. Sembra quasi che provino un gusto speciale nel metterlo nell'angolo. O forse sono io che la vedo così, perché mi dispiace osservare quello che mi pare un gioco crudele. Quando succede lui non prova nemmeno a difendersi, esplode in un pianto disperato. Io esito a consolarlo, perché vorrei che si facesse valere da solo.

Mi rendo conto che ci metto molto del mio, delle mie paure, delle mie proiezioni. Ricordo quando ero piccola la sofferenza di sentirmi esclusa, anch'io mettevo il muso e minacciavo che me ne sarei andata dalla festa, ma ovviamente nessuno mi inseguiva. Però la differenza era che io avevo una madre piovra, soffocante, che non mi lasciava vivere a due passi da lei. E un padre che c'era sì, ma non si faceva davvero sentire. Né con gli abbracci né con le parole.

Ora: io ascolto mio figlio, credo di aver cercato con lui un dialogo da sempre. Ma forse non l'ho convinto? Oggi l'ennesima crisi. Mentre due compagni di scuola se ne andavano abbracciati, lui è rimasto indietro, offeso, non c'era modo di farlo ragionare. Dopo mi ha detto che nessuno gli voleva bene, che solo io gliene volevo e che presto non gliene avrei più voluto. Ha detto che era senza cuore e che non voleva più crescere, non voleva più mangiare ma diventare un sasso piccolissimo. Senza cuore.

Mi sono spaventata. Per la prima volta mi sono sentita disperata, inadeguata, terribilmente in colpa. Non ho potuto evitare di mettermi a piangere, per la strada. Forse sente la mancanza del padre che non ha mai conosciuto? O forse sono io che non sono riuscita a dargli la sicurezza affettiva di cui ha bisogno? Ho paura e non so cosa fare. Come trovare la chiave del suo cuore? Come aiutarlo ad avere fiducia?

 

leggi la risposta del Consulente di Educare.it

La consulenza si trova in un'area ad accesso riservato. Scopri come ottenere la password

Educare.it - Anno VI, Numero 11, Ottobre 2006


Educare.it - Rivista on line - Registrazione n. 1418 Tribunale di Verona del 21.11.2000