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Difficoltà relazionali a scuola

 

Gentile redazione,
sono un'educatrice di scuola dell'Infanzia che cerca di essere, pur con i difetti della sua umanità, un'insegnante sufficientemente buona. Amo moltissimo la mia professione, ma, al contrario delle credenze popolari, non è affatto semplice.

Conoscere bene i bambini, entrare in sintonia per capire i loro bisogni, cercare di dare il meglio a ciascuno di loro... Per noi insegnanti esistono la formazione e l'aggiornamento che rafforzano il bagaglio professionale e, molto importante, la comunicazione con i genitori che ci aiutano a comprendere meglio i loro figli, ma a volte queste risorse sembrano non bastare. In questo periodo, mi trovo di fronte ad un problema che non so come affrontare.

Lo scorso anno scolastico, nella mia sezione, è stata inserita una bambina rumena di 3 anni (che per praticità chiamerò Arianna). L'ambientamento di Arianna è stato molto faticoso per tutte le persone coinvolte, per la mamma che continuava a ripetere che la bambina non sarebbe mai stata bene a scuola perchè non conosceva bene la lingua, per Arianna che aveva sempre puntato addosso lo sguardo della madre anche quando giocava tranquillamente con me e con gli altri bambini, per me che mi sento ancora in colpa per non essere riuscita a trovare i canali giusti per rassicurare questa mamma e per entrare realmente in contatto con lei.

Arianna, nei primi 2 mesi di scuola, ha pianto molto sia al momento della separazione che nel corso della mattinata a scuola (non si è mai fermata oltre l'orario del pranzo). Dopo 2 mesi di frequenza, Arianna ha iniziato a stare a scuola senza piangere, ma non si poteva di certo dire che fosse ambientata. Non aveva interazioni con i compagni, aveva bisogno di molti punti di riferimento, le routines dovevano svolgersi sempre allo stesso modo, bisognava avvisarla anticipatamente di ogni minimo cambiamento, doveva portare a casa ogni giorno il bavaglino perchè non accettava di lasciarlo a scuola... Comunque, ogni giorno, si notavano dei piccoli miglioramenti, segnali che la situazione stava, seppur lentamente, evolvendo. Poi, di punto in bianco, Arianna è tornata in Romania, con la mamma, per 4 mesi e al suo ritorno la situazione difficile è ricominciata, aggravata dal fatto che il gruppo di bambini, nel frattempo, si era già consolidato e aveva alle spalle un bagaglio di esperienze vissute assieme che a lei purtroppo mancava.

I giorni e i mesi sono trascorsi fra alti e bassi, con qualche incomprensione con la madre che, penso, mi ritenga responsabile della mancata serenità di sua figlia. A fine anno scolastico, però, ero soddisfatta del percorso fatto con Arianna che aveva iniziato a instaurare rapporti significativi con alcuni compagni.

Da Settembre la situazione sembra essersi nuovamente trasformata, Arianna (che ormai ha 4 anni) viene volentieri a scuola solo se è presente una delle sue nuove amichette di 3 anni (quelle dello scorso anno non le vuole nemmeno vedere), se non la vede presente inizia a piangere disperata, fa di tutto per essere riportata a casa e se rimane a scuola non vuole giocare con nessun altro, è triste, rifiuta gli inviti dei compagni che la cercano...

Desidero aiutarla a superare questo disagio, ma non so più come. Ho cercato di fare da tramite fra lei e i compagni, le ho prestato maggiori attenzioni nonostante nel mio gruppo ci siano 9 bambini piccoli da inserire per la prima volta a scuola, l'ho tenuta vicino a me, le ho parlato... ma non riesco a trovare la modalità giusta. Forse molto sta nel rapporto (piuttosto distaccato) che si è instaurato fra me e la mamma, forse dovrei ripartire da lei... Sono preoccupata, per Arianna che sta diventando morbosa nei confronti della nuova amichetta, per la mamma che vive male l'esperienza scolastica della figlia, ma anche per l'amichetta di 3 anni che è "soffocata" dalle richieste che le fa Arianna. Vorrei capire dove e cosa ho sbagliato con questa bambina e la sua mamma, inoltre, visto che Arianna sarà nel mio gruppo per altri 2 anni circa, vorrei un consiglio su come recuperare la situazione e aiutare la bambina a stare bene a scuola. Sperando di essere stata sufficientemente chiara, porgo i miei distinti saluti.Grazie!

 

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Educare.it - Anno VII, Numero 1, Dicembre 2006


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