| Gentile
signora,
capisco i suoi timori per la non facile situazione in cui
si trova ultimamente. La separazione ha sempre costi emotivi -
quand'anche non finanziari - piuttosto alti, anche laddove sembra
essere la migliore soluzione a problematiche di vecchia data,
come è il suo caso.
La
dinamica che si è venuta a creare fra lei, suo marito e
sua figlia è piuttosto delicata, nonché pericolosa
per un sano ed armonioso sviluppo della bambina, che, stando alla
sua descrizione dei fatti, verrebbe strumentalizzata per rispondere
a rancori di carattere personale che non dovrebbero avere nulla
a che fare con lei. Questo è uno dei rischi più
comuni, ma anche più insidiosi e malsani, del divorzio.
Da quanto lei mi dice capisco che suo marito non ha accettato
di buon grado la sua decisione di separarsi, e usa quello che
gli rimane, cioè sua figlia, per farle del male, per danneggiare
la sua immagine. Il fatto è che questo potrebbe seriamente
nuocere a sua figlia, che ha invece bisogno di mantenere saldi
i suoi punti di riferimento privilegiati, che sono il padre e
la madre, proprio in questo momento di radicale cambiamento dell'assetto
familiare.
Sua
figlia è probabile che viva una certa paura di essere abbandonata
- è comune fra i bambini nelle prime fasi del divorzio
- e che abbia quindi più bisogno del solito di essere rassicurata
sul fatto che i genitori le vogliono bene come prima e su ciò
che sta accadendo fra i suoi genitori: il divorzio è cosa
che riguarda i genitori, che hanno deciso di vivere separati perché
stanno meglio così, ma questo non intacca il loro bene
verso i figli ecc. Di solito i bambini rispondono bene alle spiegazioni
chiare, specialmente se sono il risultato di una visione comune
dei genitori. Sarebbe importante che suo marito capisse che il
bene di sua figlia potrebbe essere compromesso da un atteggiamento
nocivo nei confronti della madre.
Per
esperienza le dico che raramente le infinite battaglie legali
combattute in tribunale lasciano indenni le famiglie: meglio sarebbe
se lei consultasse un mediatore familiare, e magari provasse a
parlare a suo marito dell'opportunità di consultare insieme
un esperto, per il bene della bambina (che è ciò
che vi accomuna e più vi sta a cuore). A volte succede
che anche i mariti o le mogli più recalcitranti finiscano
per accettare di intraprendere questo percorso, che ha come scopo
quello di "imparare a separarsi civilmente": cosa che coincide
con il fatto che entrambi riescano ad ottenere soluzioni mutualmente
soddisfacenti ai conflitti, che questi riguardino l'affidamento
dei figli, il calendario delle visite, nonché gli aspetti
patrimoniali ed economici della separazione.
Una
cosa positiva di questa situazione mi sembra essere il fatto che
suo marito si dimostra molto attaccato alla bambina, vista la
frequenza con cui passa del tempo con lei. Questo di solito costituisce
una buona base per una futura intesa. La cosa più difficile
da fare in casi di separazione controversa è lasciare da
parte i rancori passati per concentrarsi in modo più fruttuoso
sul futuro, che in fondo è l'unica cosa su cui ci è
dato di agire.
Io
credo che una buona mediazione potrebbe allevare questa situazione
un po' pesante in cui si trova, soprattutto per il bene di sua
figlia, che è in fondo la persona più delicata dei
tre. |