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Caro papà,
innanzitutto mi complimento con Lei per l'impegno che sta mettendo nell'essere presente e partecipe alla crescita del suo bambino. Considerando che uno dei fenomeni più diffusi correlati alla separazione e al divorzio è la perdita o l'allentamento del legame con il genitore non affidatario, è un bene che
Lei si prodighi anche per cercare di vedere il più possibile suo figlio.
Purtroppo uno dei limiti più grossi della legislazione italiana
in tema di separazione coniugale, oltre ai tempi
giudiziari davvero eccessivamente lunghi, è proprio la rigidità
dei calendari che regolano le visite e gli incontri con il genitore
assente. E già che si debba parlare di "calendario" personalmente
mi sembra assurdo, considerando il bisogno che bambini hanno di
poter crescere con entrambi i genitori.
Lei tuttavia non specifica che tipo di rapporto ha mantenuto con
la sua ex moglie e se lei è disposta o meno a farle vedere di più
il bimbo. Data la lunghezza dei tempi nei tribunali, se fosse possibile
io Le consiglierei di parlare alla sua ex compagna dell'eventualità
di rivedere gli accordi di separazione con l'aiuto di un mediatore
familiare. Quando entrambi gli ex coniugi sono disposti a intraprendere
un percorso di mediazione familiare, i risultati di solito sono
buoni per tutti i soggetti coinvolti, figli compresi.
Perché non ne prova a parlarne con lei?
Nel caso in cui Lei optasse invece per l'iter giudiziario, le chances
a sua disposizione dipendono dal tipo di separazione avvenuta (giudiziale?
consensuale? conflittuale o relativamente serena?) e da come sono
i rapporti con la mamma del bimbo. Ma in questo caso, farebbe bene
a rivolgersi al suo avvocato. Altrimenti può contattare associazione
come Papà separati
o Crescere
insieme che hanno fatto dell'affermazione dei diritti e doveri
dei genitori non affidatari verso i figli il loro terreno di rivendicazione.
Io sono comunque convinta che la mediazione familiare rappresenti
la soluzione più congeniale in questi casi.
Per quanto riguarda la paura che suo figlio manifesterebbe nei confronti
delle persone di sesso maschile, non posso darLe una risposta certa,
data la scarsità di elementi di cui dispongo.
Il fatto comunque che il bambino sia tranquillo e stia volentieri
con Lei pare un buon segno. Ne ha parlato con la madre? Come sono
i rapporti che il bimbo ha con il nonno e con lo zio? C'è forse
qualche persona di sesso maschile che in passato o nel presente
lo ha in qualche modo turbato? La cosa migliore mi pare che Lei
affronti questo argomento con la madre, eventualmente sollecitandola
a notare quando e come questi timori si manifestano nel bimbo.
Auguri |