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Gentile Signora,
dalla sua lettera, come prima sensazione, si sente che Lei considera il suo primogenito il "bambino grande". In realtà è un bimbo di tre anni e quattro mesi; è ancora molto piccolo!
Il fratellino, che ha un anno di meno, è diventato per lui un riferimento negativo in tutti i sensi.
Primo, perché come Lei stessa ci dice, non riesce ad esimersi dal fare confronti, secondo perché mette il più "grande" nella condizione di doversi differenziare anche a costo di tenere atteggiamenti che noi definiamo "negativi", ma per lui comunque e semplicemente diversi. Quando si insegna ad un bambino a fare una cosa, gli si dice:
"Non è una cosa facile, ma tu puoi farcela!".
Lei invece a suo figlio fa arrivare questo messaggio: "Lo fa perfino tuo fratello che è più piccolo di te, perciò tu che non riesci a farlo, sei un
incapace!" e l’autostima va sotto zero.
Sicuramente Lei agisce in buona fede, con l’intenzione di aiutare il suo bambino a superare le sue difficoltà, ma purtroppo in ogni caso vanno tenute presenti le condizioni in cui si trova il piccolo e il suo temperamento. Non penso che per lui sia stato facile rinunciare a soli tredici mesi alle cure esclusive della mamma!
Le consiglio di leggere anche le altre mie risposte: Comportamento
strano, Alimentazione più
corretta, Problemi di alimentazione a 5 anni e tante altre che
Lei troverà sui problemi simili a quelli che Lei sta affrontando, veda la pagina
archivio sull'alimentazione, ripeterei anche a Lei le stesse cose e non credo sia necessario.
Se le è possibile dedichi più tempo al suo bambino, stia di più con lui da solo, non lo colpevolizzi se non mangia di tutto ma lasci che mangi le cose che predilige. Sarà lui a chiederle altri alimenti se
Lei non glieli impone! Non facciamo l’errore di volere a tutti i costi trasformare i nostri figli in piccoli adulti, hanno bisogno di crescere secondo i loro ritmi. Purtroppo è la società che impone modelli distorti e che ci fa sentire madri non realizzate se i nostri figli non corrispondono agli stereotipi proposti come vincenti, ma in realtà sono delle trappole per i nostri bambini e loro per fortuna "non ci stanno!" e si ribellano come possono!
Inoltre provi ad arricchire il momento del cibo di altri valori: un momento di incontro, fatto serenamente e senza fretta, in cui ci si può permettere un piccolo dialogo, possono offrire al suo bambino motivi per superare il bisogno di farsi imboccare.
Se ritiene che le possa essere utile, mi scriva di nuovo.
Cari auguri
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