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Gentile
signora,
il momento del pranzo ovvero l’esperienza dell’assunzione di cibo
non è solo la mera soddisfazione di un bisogno fisico,
ma rappresenta un momento di grande valenza simbolica. Quest’ultima
viene culturalmente e storicamente determinata.
Non solo. Viene determinata in grande parte dai genitori stessi
e dal loro modo in cui propongono ai loro piccoli le più
svariate associazioni con "l’ora di pranzo". Vorrei accennare
solo ad alcune possibilità:
- l’assunzione
di cibo come atto di soddisfazione di un bisogno fisico, o
- il
pranzo come occasione ed opportunità di "parlare della
giornata", o
- il
pranzo come spiacevole obbligo di render conto della giornata
, ecc. ecc.
Con
questi esempi generalizzati che non riguardano già necessariamente
la Vostra famiglia, intendo solamente offrirLe un approccio a
ciò che vorrei dire: l’esperienza-cibo viene, si voglia
o no, associato sempre a qualcosa.
Questo processo di associazione, più o meno consapevolmente,
inizia a delinearsi già alla nascita, e si protrae solitamente
per anni ed anni prima che l’interiorizzazione dell’associazione,
negativa o positiva che sia, dimostri degli effetti. La Sua bambina
è ancora piccola, ha appena 2 anni, sicuramente ha dunque
ancora tutto il tempo per "associazioni" positive!
Lei
parla di "trauma" in riferimento all’ora di pranzo. Per prevenire
che i momenti dell’esperienza-cibo vengano davvero, nel tempo,
associati ad esperienze di "trauma", bisogna semplicemente evitare
che le ore del pranzo vengano quotidianamente vissute dai piccoli
come tempi spiacevoli.
Che la Sua piccola non abbia mai avuto molto appetito, nonostante
la sua crescita sia regolare, può semplicemente significare
che il suo organismo utilizza e gestisce le sostanze nutritive
assunte in modo diverso. Non tutte le persone (piccole o grandi
che siano) hanno bisogno della stessa quantità di calorie,
ma con questo penso che non Le dico assolutamente niente di nuovo.
Provi ad ascoltare le esigenze della sua piccola, probabilmente
il suo organismo non richiede tutto quello che Lei pensa che debba
richiedere.
Il
fatto che la sua crescita sia normale è una bellissima
notizia! Se non ha ancora abbastanza fame all’ora di pranzo, rispetti
questa chiara espressione del suo piccolo corpo. Forse abbisogna
di più ore per accumulare la necessaria e sufficiente fame
che fa scattare l’appetito. E poi, non tutti i bambini perfettamente
sani mangiano 3 o 5 volte al giorno e non tutti i bambini perfettamente
sani mangiano la stessa quantità.
Sconsiglierei
la puntuale rigidità ai fini del rispetto quotidiano di
un determinato numero dei pasti e di una determinata quantità
di cibo da assumere. Ritengo molto più importante che Lei
dia alla Sua piccola frequenti occasioni di associare il momento
a tavola a esperienze serene. Anche a costo di farle saltare un
pasto. |