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Il divorzio e mio figlio

Mio figlio aveva 14 mesi quando ho deciso di separarmi da mio marito; separazione e successivamente divorzio avvenuti consensualmente e tranquillamente, fra persone civili. 
Io ed il mio ex marito amiamo nostro figlio più di ogni altra cosa, forse lui più tranquillo, nei confronti di suo figlio, poiché non si sente responsabile della separazione. 
Io, invece innamorata di un altro uomo che ho sposato, ho vissuto sei anni di inferno. Ogni giorno vivevo e vivo la paura che mio figlio possa subire le conseguenze e quindi i traumi per non aver mai capito cosa significa vivere in una famiglia unita. 

Mio figlio é sempre stato un bambino intelligente ed iperattivo. Qualche volta, sempre molto attenta ai suoi comportamenti, ho pensato che questa iperattività era dimostrata dal fatto che, inconsciamente, non riusciva a darsi delle risposte circa suo padre e sua madre, ad es.: perché non ci vedeva mai insieme, perché o con lei o con lui o perché..... tanti altri punti interrogativi. Adesso mio figlio ha quasi 6 anni; mi sono sposata con una persona meravigliosa che ama me e mio figlio. Viviamo in una casa dignitosamente ed educhiamo e ricopriamo di "attenzioni" (e non di giocattoli) mio figlio, cercando di essere sempre attenti a capire in tempo se c'è qualche problema. 
Solo 2 giorni fa, mio figlio mi chiede: Mamma, perché ti sei lasciata con papà? perché non siamo uniti in una sola famiglia? Perché il bambino che aspetti nella pancia, lo chiamerà papà ed io invece no? Perché non tornate insieme? Mamma, io credo che se vi chiedete scusa, voi farete la pace. 

Dopo queste domande mi sono sentita crollare il mondo addosso. Ho cercato di rispondere nella maniera più sincera possibile, ma senza dire delle cose che lui non avrebbe capito perché ancora piccolo. 
Avevo paura di sentire questa responsabilità, e ad un tratto questo momento é arrivato, sto soffrendo per mio figlio. Non voglio assolutamente che lui possa avere dei problemi psicologici o problemi in generale nel corso della sua vita. Aiutatemi. 
Un giorno gli dirò la verità e cioè che mi sono innamorata di un altra persona (la persona che ho sposato) e che ho lasciato suo padre perché non ero innamorata. 
Ma adesso cosa devo fare per fargli vivere quanti meno traumi possibili? Mio figlio si assicura durante la settimana che io voglio ancora bene a suo padre. Io gli rispondo di si, come se volessi bene ad un fratello.

Potrei scriverle un libro per esserle d'aiuto o parlarle per un mese intero e forse ancora non basterebbero, perché anch'io ho vissuto l'esperienza della separazione tre anni fa. Diversamente da lei, però, io ho una figlia che ora ha sette anni e che ha quindi fatto in tempo ad assaporare il sapore della famiglia! Ho come lei attraversato uno ad uno tutti i sensi di colpa possibili e da buona nevrotica, quale sono, mi sono lasciata assalire da chissà quali pensieri. Tutto ciò per dirle che comprendo fino in fondo ogni sua esitazione ed ogni sua paura. Conosco il suo stato d'animo. Conosco le sue fatiche e sa quanto lei vorrebbe o avrebbe voluto per suo figlio una storia completamente diversa. Ma... ma se per tanto tempo io mi sono sentita in colpa ed in fondo anche in debito con mia figlia per ciò che le avevo tolto, oggi il mio stato d'animo è completamente diverso.

Oggi io credo fermamente che la nostra esperienza di vita ci offre l'opportunità di insegnare ai nostri figli l'importanza della lealtà e della autenticità in amore. Abbiamo la possibilità di testimoniare come l'amore non sia fatto di convenzioni o di apparenza ma di sentimento sincero. Con la nostra vita di tutti i giorni offriamo ai nostri figli l'occasione per toccare con mano che cosa sia un sentimento d'amore. Mi creda, oggi in mondo così superficiale noi abbiamo il dovere di parlare d'amore come un valore forte su cui si fondano le famiglie. Allora racconti a suo figlio la differenza tra voler bene ed amare, spieghi molto semplicemente la sua storia di donna e la sua storia di figlio di genitori separati. I nostri figli hanno diritto alla verità altrimenti potrebbero pensare che è qualche cosa di cui bisogna vergognarsi. E poi sia fiera del suo cuore ed orgogliosa della sua onestà: innamorarsi non è una colpa!

Oggi è il giorno della verità. E ogni giorno che verrà sarà un giorno nuovo per comprendere meglio e più a fondo seguendo il ritmo delle sue domande. Mi creda: il vero trauma è non permettergli di capire!

dott. ssa Paola Zanchetta

 

copyright © Educare.it - Anno I, Numero 6, Maggio 2001


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