UNA PROMESSA IMPORTANTE
di Vincenzo
Andraous
Da qualche anno c’è in corso una diatriba
politica, anzi un vero e proprio apprendimento sociale, sull’assunzione
di sostanze stupefacenti.
Convincimenti e interpretazioni arbitrarie che nulla hanno a
che vedere con le reali metastasi prodotte dall’espansione delle
droghe tutte, e non solo nella parte definita con malcelata
insignificanza, droga leggera, quindi accettabile, se non addirittura
omologabile al consumo quotidiano.
Fraintendimenti e bugie, che alimentano un silenzio imbarazzante,
quando l’ennesimo ragazzo rimane disteso sul selciato, privato
di ogni sicurezza, derubato di quella libertà che sta
nella capacità di affrontare delle scelte, colpevolmente
mimetizzate.
Trasmissioni televisive, giornali, dibattiti, fanno un gran
parlare di giovani e droga, di adulti e tossicodipendenza, del
pericolo derivante dal consumo delle sostanze stupefacenti.
L’impressione è che ci si è adoperati affinché
le droghe risultassero propaggini di luoghi comuni, tanto da
sembrare non luoghi.
Marginali, marginalità, a margine, come se questa devastazione
fisica e mentale, appartenesse a uno sparuto gruppo di indiani,
sollevati di peso, e relegati in qualche riserva, come a volere
tranquillizzare la rimanente umanità non solidale né
partecipante.
Ci sono disattenzioni gravissime in queste ferite lasciate aperte,
in questi passaggi sguarniti della ragione, in queste indifferenze
verso la sofferenza altrui.
E’ sufficiente imbattersi almeno una volta nei ragazzi che faticano
nella comunità Casa del Giovane, nei giovani ospitati
nei centri di accoglienza residenziale, nelle strutture in &
out, dove uomini e donne piegano di lato per avere barattato
la propria esistenza con un piacere così effimero, da
essere morto prima ancora d’esser raggiunto.
Sembrano aironi che spiccano il volo, lasciano una scia luminosa
di idee e di gesti, volano in alto, a confondersi con il cielo,
fino a tentare di bucare quella nuova frontiera, ma poi improvvisa
la paura, l’ansia, l’inquietudine, corrodono le certezze, le
verità diventano opache, e quel volo si trasforma in
caduta verticale, sempre più giù, dove non c’è
più un’altra bugia a contenere il malessere.
Al suono assordante dai tamburi, la cocaina sniffata senza misura,
ci si muove senza cuore, le emozioni e le passioni sono tutte
dentro un rimbalzo che dura la frazione di uno sparo, poi nuovamente
a rotolare, a perdere contatto, e per non gridare dal terrore,
ecco ancora l’eroina da fumare, per tentare di sedare la nuova
assenza, che avanza come un mostro che non conosce mediazione.
Un ragazzo è morto di overdose, un altro si è
schiantato con l’auto cancellando altre vite, altri ancora il
sabato sera sono ubriachi, fatti e arrabbiati al punto giusto
per sentirsi pronti a combattere la vita da veterani di una
guerra che non è mai stata loro.
Non c’è più tempo, occorre fare un passo avanti,
prometterci a vicenda qualcosa che siamo sicuri di potere mantenere,
magari non di cambiare il mondo, ma di essere un po’ meno disattenti
verso quanto ci circonda, se sapremo mantenere fede a questo
patto saremo riusciti a fare qualcosa di importante.
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