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DEVIANZE E CARCERE

 

 

PERCHE' BEVI?

di Roberto Dalla Chiara

"Perché bevi?" domandò il piccolo principe.
"Per dimenticare" rispose l’ubriacone.
"Per dimenticare che cosa?" s’informò il piccolo principe.
"Per dimenticare che ho vergogna" confessò l’ubriacone abbassando la testa.
"Vergogna di che?" insistette il piccolo principe.
"Vergogna di bere!" e l’ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo.

A. de Saint-Exupéry, ("Il piccolo principe")

 

19 APRILE 2002 – PRIMA GIORNATA SENZA ALCOL

Non sempre si conosce il perché di ciò che si fa.
A chi non beve alcolici si chiede spesso: "perché non bevi?".
Viceversa, a chi beve "normalmente" è più difficile che gli venga posta la domanda "perché bevi alcol?".

Quando intorno al 1989 scelsi di non fare uso di bevande alcoliche molte furono le domande che mi vennero poste …. Non a tutte sapevo rispondere in modo adeguato: la mia sembrava una scelta strana, incomprensibile, fuori da ogni logica…. Come se solo chi ha problemi dovesse smettere o meglio - nel pensare comune – "moderarsi".

Ho imparato molto da quella scelta di "astenermi", non tanto sui danni fisici o psichici, o sul trattamento degli alcolisti (che stava divenendo una scelta di lavoro professionale), ma sui condizionamenti culturali e sociali che coinvolgono i nostri comportamenti e spesso le nostre stesse scelte.

"Se non bevi non sei un uomo…", "non sai cosa ti perdi…", "ma lo fanno tutti, che cosa credi…", "ti hanno fatto il lavaggio del cervello…", queste ed altre erano le frasi ridondanti che in quel periodo mi fischiavano nelle orecchie.

Il 19 aprile 2002 è stata proclamata dall’Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento e dalla Società Italiana di Alcologia la prima giornata di riflessione sui problemi causati dall’uso di bevande alcoliche. Credo che molte parole si diranno, molti studi e ricerche si citeranno. Importante è senz’altro l’informazione e soprattutto un’informazione corretta sui rischi e sui danni che le sostanze alteranti possono comportare; ormai siamo consapevoli che non esistono solo danni fisici correlati ad un bere "cronico", ma anche i danni contestuali correlati a singoli episodi o situazioni (bere e guida di automezzi, bere e gravidanza, bere e certi lavori …).

La proposta-provocazione di una giornata senza alcol va colta in una diversa ottica: non solo acquisire informazione, ma anche fare un gesto di consapevolezza per riflettere su ciò che si sceglie e soprattutto su come si sceglie.

… E se poi scopro che posso non bere, perché ricominciare?….

"Si impara facendo" – ci insegnano gli artigiani.
"Si impara anche non facendo" – potrebbero insegnarci i saggi.

Quindi… alla nostra salute.

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