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Risonanze
Storie brevi ri-lette e ri-narrate
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PROVO E RIPROVO
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di
Roberto
Dalla Chiara
Oggi non sono venuto. Mi aspettavi lo so, ma non ce l’ho
fatta. Ti dirò che me ne sono dimenticato, o forse che al
lavoro ho finito tardi; sì, ti dirò qualcosa… ma per non dire ciò che
non posso! Penso comunque che non sia necessario. Ormai sai che
quando non mi vedi arrivare qualcosa è successo, e non succede mai niente
di buono quando ad un appuntamento si presenta l’assenza. Credimi, non me la sono sentita: quando riprendo a farmi
è più forte di me… vorrei nascondermi e scomparire. Non essere visto,
non essere guardato né interrogato. E non sono le parole a farmi male; ma
gli sguardi, gli occhi… anche i miei quando mi vedo allo specchio. Quante volte me lo sono ripetuto: "resisti,
resisti". E quante volte ce l’ho fatta e poi… poi… rimproveri,
pastiglie, comunità terapeutiche, colloqui, operatori… mia madre che
piange… "Di cosa avrebbe bisogno tua madre?" una
volta mi hai chiesto – "di un uomo" – ti ho risposto –
"o meglio di un figlio", di me che non so essere, che senza un’emozione
forte non so esistere, che bevo e poi mi tiro la coca, che mi
faccio schifo perché poi finisco in paranoia! sembra strano eh?
mica sto bene, mica sono felice, alla fine sto pure male! ma poi si
ricomincia ed è sempre la stessa storia. E non so il perché. Eppure… eppure la vita che male mi ha fatto? In quale
parte mi sono rotto e perché non riesco a trovare il ricambio? Lavoro, ho sempre lavorato, i soldi non mi mancano, ma
non avanzano. "E’ facile" – mi dici – "basta
volerlo". "E’ facile" – ti rispondo – "basta
farlo". E ci provo, santiddio se ci provo, ma perché
non funziona? Ormai lo sai, anche questa volta ho fatto di tutto per
ricominciare: prima bevo, poi mi drogo… e infine sto male! Ma quanto fesso sono?!? Quante volte mi ripeto
anche questo! Ho paura di abituarmi… ho paura di averti stancato…
ho paura di avere rovinato un’altra volta tutto… ho paura di averti
deluso… ho paura di non uscire più da questo mulinello… ho paura! Che cosa vuol dire essere "irrecuperabile"? Una volta, scorrendo la sequenza delle mie azioni, ho
pensato di avere trovato il bandolo della matassa: mi faccio di coca solo
quando ho bevuto (altrimenti no!), per cui basta non bere ed il gioco è
fatto! Sono stato senza bere, ma poi era tutto troppo normale:
ed io - che normale non sono - non stavo bene! Qualcosa mi prendeva, e all’inizio
cercavo di ribellarmi a quel richiamo andando alla ricerca di altre
"emozioni forti": uno sport estremo, le ragazze, il ballo… ma
poi… poi ero così codardo che non avevo il coraggio di andare subito ad
acquistare la coca: prima dovevo bere! E ci sono stato male, lo sapevo, ma l’ho fatto; poi
ho bevuto ancora; …e poi… sai com’è finita!
Oggi non sono venuto… so che mi avresti cercato… ma ho
spento il cellulare.
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© Educare.it - Anno III, Numero 2, Gennaio 2003
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