| Gli
ostacoli all’istruzione femminile
I bambini e le bambine che provengono da ambienti socio-economici
poveri corrono grossi rischi di vedersi precludere la possibilità
di andare a scuola; tuttavia, secondo l’UNICEF, le bambine rischiano
doppiamente: in quanto povere e in quanto femmine (7).
Gli ostacoli che si frappongono all’educazione femminile sono,
infatti, numerosi e finiscono con l’impedire ad un numero elevatissimo
di bambine la possibilità non solo di istruirsi, ma anche
di costruirsi un futuro migliore poiché, come vedremo,
l’istruzione costituisce il presupposto per il raggiungimento
di tutta una serie di progressi in ambito sanitario, familiare
e sociale.
Le discriminazione di genere fanno ancora sì che in molti
Paesi poveri quando una famiglia, a causa di limitazioni economiche,
debba scegliere quali dei propri figli mandare a scuola e quali
far restare a casa, prediliga fornire un’istruzione esclusivamente
ai maschi anche poiché le femmine, restando a casa, possono
offrire un indispensabile supporto alle madri nei lavori domestici.
Tuttavia, la povertà non è l’unico fattore che
preclude alle bambine la possibilità di andare a scuola.
Ciò è dimostrato dal fatto che alcuni Paesi poveri
(ad esempio la Mongolia e il Kenia) stanno ottenendo grossi
risultati per ciò che concerne l’istruzione femminile.
La preoccupazione dei genitori per la sicurezza delle bambine
nell’ambiente scolastico costituisce, in molte aree, un ulteriore
ostacolo alla frequenza scolastica femminile. Spesso, inoltre,
le scuole sono troppo lontane e le rette richieste troppo elevate
per le possibilità economiche delle famiglie. In aggiunta
a ciò, limitazioni di ordine religioso e culturale possono
giocare un ruolo negativo e limitante, come anche la volontà
politica di chi governa il Paese. Tutti questi elementi e, probabilmente,
molti altri ancora portano agli sconfortanti dati numerici sulla
mancata istruzione femminile citati in precedenza.
Il
valore aggiunto dell’istruzione delle bambine
La situazione fin qui descritta è ancora più grave
se si considera che, per una bambina, l’impossibilità
di ricevere un’istruzione comporta dei costi sociali non solo
per se stessa, ma anche per l’intera comunità. Le bambine,
tanto per fare un esempio, rispetto ai coetanei maschi sono
maggiormente esposte ai rischi dell’AIDS, dello sfruttamento
sessuale e del traffico di minori. Se viene loro negata la possibilità
di andare a scuola, questi pericoli possono aumentare notevolmente
nel breve periodo. La scuola, al contrario, può fornire
loro le conoscenze e le capacità indispensabili per tutelarsi
da tali tipi di rischi. Oltre a ciò, le ricadute positive
dell’istruzione femminile sull’intera comunità, nonché
sulle generazioni successive, sono importantissime. L’UNICEF
fa notare come l’istruzione delle bambine sia strettamente legata
ad altre componenti dello sviluppo umano, tanto che farne una
priorità significa anche realizzare dei progressi su
molti altri fronti, in particolare (8):
1. la salute
e la condizione delle donne in generale;
2. l’alimentazione, l’acqua e i servizi igienici;
3. la cura della propria prole;
4. la riduzione del lavoro minorile e di altre forme di sfruttamento
delle donne;
5. lo sviluppo generale del proprio Paese.
“Education
saves and improves the lives of girls and women. It leads to
more equitable development, stronger families, better services,
better child health”
“The schools
represent more than just an educational opportunity”
(9)
Per ciò
che riguarda la salute e l’alimentazione, ad esempio, le donne
che sono andate a scuola sanno meglio come utilizzare i servizi
sanitari, come migliorare la propria alimentazione e come difendersi
dalle malattie, in particolare dall’AIDS (10).
Le bambine istruite, come sottolineato in precedenza, possiedono
anche maggiori risorse per prevenire il rischio di essere sfruttate
o di diventare vittime di traffici illeciti. Inoltre, una donna
istruita generalmente si sposa più tardi, conosce i metodi
contraccettivi e, di conseguenza, è maggiormente in grado
di distanziare le gravidanze, con il risultato di avere un numero
minore di figli rispetto ad una donna che non è andata
a scuola. Infine, non solo le ragazze istruite, ma anche i loro
figli, beneficiano dell’istruzione delle proprie madri. Infatti,
i figli delle donne che sono andate a scuola risultano essere
più sani, meglio nutriti e, molto probabilmente, potranno
essi stessi un domani frequentare la scuola. Secondo fonti UNICEF,
ogni anno di istruzione materna in più determina una
riduzione dal 5% al 10% del tasso di mortalità dei bambini
sotto i 5 anni (11);
inoltre, quanto più alto è il livello di scolarizzazione
di una donna, tanto maggiori sono le probabilità che
i suoi figli beneficino dell’istruzione.
Conclusioni
A questo punto risulta evidente come l’istruzione sia in grado
di migliorare radicalmente la vita di una donna in ogni suo
aspetto e come la presenza di donne istruite produca un effetto
positivo anche sulle generazioni successive e, addirittura,
sull’intero sviluppo economico, sociale e politico dei Paesi
in via di sviluppo. A questo proposito, ricerche dimostrano
che all’aumentare delle iscrizioni femminili nella scuola primaria
corrisponde una crescita del prodotto interno lordo pro capite.
Nei Paesi in cui non vi è parità di genere a scuola
i costi dello sviluppo sono maggiori, la crescita più
lenta e i redditi più bassi (12).
Inoltre, le donne che hanno ricevuto un’educazione hanno la
possibilità di poter partecipare alla vita sociale e
ai processi decisionali del proprio Paese. Quando riescono ad
avere voce in capitolo, si impegnano a favore dell’istruzione
per tutti, della salute, della protezione delle famiglie e dei
figli; le donne istruite producono, di conseguenza, una maggiore
spinta verso la democratizzazione del proprio Stato. In conclusione,
è necessario che la comunità internazionale si
impegni sempre più verso la promozione della parità
di genere a scuola, in quanto l’istruzione femminile è
chiaramente uno dei punti di svolta dell’intero processo di
sviluppo di un Paese povero.
“There
is no tool for development more effective
than the education of girls”
Kofi A. Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite (13)
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