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EDUCAZIONE INTERCULTURALE

 

 

LA SCUOLA NEL MONDO
terza parte

di Laura Lorenzetti
bibliografia

Sommario:

Lo studio | Analisi delle categorie: età, numerosità delle classi, orario delle lezioni |Analisi delle categorie: frequenza, valutazione, rapporti scuola-famiglia, compiti per casa | Riflessioni conclusive

Analisi delle categorie: frequenza, valutazione, rapporti scuola-famiglia, compiti per casa

Analisi delle categorie: frequenza, valutazione, rapporti scuola-famiglia, compiti per casa
Per quanto riguarda la frequenza scolastica, non si riscontrano grandi divergenze tra le diverse Nazioni ad eccezione dell’Egitto in cui gli alunni vanno a scuola dal Sabato al Giovedì, invece che dal Lunedì al Venerdì. Da questo elemento ne consegue che i bambini egiziani che frequentano la scuola italiana sono particolarmente provati non solo dall’impatto con una cultura così diversa dalla loro, ma anche dalla richiesta di adattare la loro religione agli usi e costumi del luogo. Si trovano infatti costretti a frequentare la scuola anche nel giorno per loro festivo, quale il Venerdì, sostituendolo con la nostra Domenica.
Passando alla valutazione scolastica, essa si diversifica da una Nazione ad un’altra anche se non si riscontra un sistema di valutazione più frequentemente usato. Ci sono Stati in cui il sistema di valutazione della scuola dell’obbligo prevede verifiche mensili (Egitto, El Salvador) ed altri, come per es. la Cina in cui pur effettuando le verifiche mensili a metà anno si svolgono delle prove di esami dal cui esito derivano programmi di recupero. Si effettuano, invece, verifiche trimestrali in Albania, in Marocco, nello Sri Lanka, in Tunisia e in Eritrea, finalizzate al monitoraggio del processo di apprendimento e di sostegno pedagogico degli allievi con difficoltà. In riferimento al sistema di valutazione utilizzato da alcuni Paesi, si rileva che nello Sri Lanka si utilizzano le lettere ABCD per valutare i singoli compiti e si usa la base centesimale con brevi giudizi per la valutazione delle schede. In Tunisia, invece, viene privilegiato l’utilizzo della scala decimale nella scuola primaria e di quella centesimale nei cicli successivi, mentre in Eritrea e nelle Filippine gli insegnanti adottano un sistema di valutazione quadrimestrale su base centesimale. Infine, in Macedonia ed in Polonia le verifiche annuali sono preparate direttamente dai docenti della classe. Tale diversità nei tempi e metodi di valutazione pone in evidenza un’ulteriore questione da tenere in considerazione nella comprensione delle possibili difficoltà scolastiche presenti in un bambino straniero, e cioè il disorientamento dell’alunno dovuto all’accostarsi ad una nuova realtà scolastica in cui gli vengono richiesti degli obiettivi scolastici distanti da quelli della scuola del Paese d’origine.
Una categoria che accomuna le 19 Nazioni prese in considerazione è il numero degli insegnanti per classe, in quanto si rileva solitamente la presenza di un solo insegnante nelle prime classi della scuola primaria e un aumento del numero di docenti nelle classi successive. Tale dato, anche se è un elemento di vicinanza tra le culture presentate, non lo è con la cultura italiana, dove sin dalla scuola dell’infanzia il bambino si trova a vivere quotidianamente con un numero maggiore di insegnanti, che gli impone il confronto con più figure significative, ma che contemporaneamente aumenta la probabilità che il legame e la fiducia verso gli insegnanti sia più difficile da realizzare.
Nell’analisi del rapporto Scuola/Famiglia è possibile osservare come in molte Nazioni ciò si realizzi o attraverso l’organizzazione di comitati genitori-insegnanti, oppure tramite colloqui periodici tra insegnanti e genitori. Il coinvolgimento dei genitori è maggiore laddove la scuola viene percepita non come un’istituzione, ma piuttosto come una realtà messa al servizio dell’intera comunità. Ancora più rilevanti risultano essere i colloqui con la famiglia, quando si ha a che fare con un bambino straniero, poiché tali momenti di contatto possono favorire il processo di integrazione e il successo scolastico del bambino stesso. Spesso i genitori dei bambini stranieri, alcuni perché non conoscono la lingua italiana, altri perché hanno un diverso approccio verso la Scuola come istituzione, appaiono poco interessati al percorso scolastico dei propri figli. Tale lamentela è molto frequente tra gli insegnanti delle diverse scuole che si sentono frustrate per la mancanza di interlocutori adulti da coinvolgere attivamente nelle difficoltà rilevate sui bambini stranieri. Ma, prendendo in considerazione le culture di appartenenza, si scopre come la loro assenza sia giustificata da un profondo rispetto per gli insegnanti che non spinge ad una partecipazione attiva, quanto piuttosto ad una delega di fiducia e rispetto per il lavoro dell’educatore/formatore.
Infine, analizzando la categoria dei compiti a casa, si osserva come essi vengano dati nella maggior parte delle Nazioni con una distinzione tra bambini che frequentano la scuola dell’obbligo con tempo parziale e quelli che frequentano le classi a tempo pieno. A tale proposito, occorre sottolineare come in alcuni Stati, ad esempio l’Argentina, l’El Salvador ed il Perù, i compiti a casa vengono assegnati soltanto agli alunni frequentanti classi a tempo parziale, come avviene anche in Italia. Tale dato, anche se riscontrato solamente in queste Nazioni, non è presente esclusivamente in essi, ma c’è piuttosto ragione di credere che tale scelta sia vigente anche in altre Nazioni, poiché in linea con le possibilità e le capacità dei bambini stessi.

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Autore: Laura Lorenzetti, laureata in Psicologia. Tirocinante presso l’Associazione Barnà Onlus, Roma. Mail: birma@tiscali.it.

Bibiografia:

CESPI, La scuola nei Paesi di origine dei bambini immigrati in Italia, Milano, 1997
Giannini L., La collaborazione tra scuola e famiglia in chiave interculturale. Il dialogo tra docenti e famiglie immigrate nel contesto delle misure per favorire l’integrazione dei bambini stranieri a scuola, in
http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1253&navig=t, 2006
- http://www5.indire.it:8080/SitoArca/default.htm
- http://www.csa.fi.it/area_interculturale/alunni_stranieri_2.htm

 

copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 10, Settembre 2006


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