La
grammatica ha sempre rappresentato la parte più noiosa
e pesante dell'apprendimento di una lingua straniera. Chiunque
abbia fatto l'esperienza di apprendere una lingua straniera
si sarà imbattuto in questa difficoltà, che è
sia tecnica, perché effettivamente si fa fatica a ricordare
le regole grammaticali, le forme dei verbi, la consecution temporum,
... ma è anche, e direi soprattutto, psicologica. Si
ha l'impressione che la grammatica blocchi la nostra comunicatività,
ci piacerebbe parlare tanto per comunicare qualcosa a qualcuno
che in ogni caso ci sembra che ci capisca ugualmente.
Le
cose, però, non stanno esattamente così. Se parliamo
una lingua in modo approssimativo, gli altri ci capiranno in
modo approssimativo; è importante, invece, conoscere
bene le regole di una lingua per poterle dominare con sicurezza
e trasmettere esattamente il nostro pensiero, dato che, il linguaggio
è lo specchio di ciò che pensiamo. L'uso di congiuntivo
al posto di un indicativo può indicare una sfumatura
di ciò che realmente pensiamo. Sembrerebbe, allora, che
l'apprendimento di una lingua debba per forza di cose passare
attraverso lo studio noioso e faticoso di regole e coniugazioni
da imparare a memoria.
Tuttavia,
si può apprendere la grammatica anche in un altro modo,
ovvero, in maniera intuitiva, come fecero i nostri antenati
che prima crearono la lingua e, solo in seguito, riconobbero
la grammatica che la regolavano. Si partirà, quindi,
sempre dalla lingua viva e si chiederà agli studenti
di andare a cercare in un testo, che potrà essere sia
scritto che orale, determinati elementi sintattico- grammaticali.
Naturalmente si dovrà dare loro indicazioni ben precise,
dicendo per esempio di cercare tutti gli elementi temporali,
oppure tutti i verbi con una forma temporale uguale a quella
che indichiamo noi. Una volta trovati gli elementi, gli studenti
dovranno capire a seconda del contesto anche le regole. Per
facilitare la riflessione si dovrà porre loro delle domande
di riflessione o degli esercizi con risposte a scelta multipla,
chiedendo, per esempio, quando viene usata una determinata forma
verbale. Lo studente verrà, così, guidato passo
a passo nella scoperta delle regole della lingua.
Possiamo aiutare gli studenti anche a trovare le regole grammaticali
più complesse, come per esempio, la consecutio temporum.
In questo caso, si potrebbe estrapolare una frase dal contesto
e mostrare come si colloca su un'ipotetica linea del tempo.
Ci serviremo di un grafico, aiutando così gli studenti
con la memoria visiva, che in questi ultimi tempi sembra essere
la più sviluppata grazie l'abbondanza d'informazioni
visive che riceve il nostro cervello attraverso la televisione,
il cinema e la pubblicità fotografica.
Ecco
come potrebbe essere la presentazione di una regola grammaticale
complicata e ostica come la consecutio:
Linea del tempo
____prima_________________________ dopo____________pensavo che
avresti capito
Linea del tempo
____prima_(stesso tempo)___________ dopo_____________pensavo
che capissi
Linea del tempo
____ancora prima___________________ prima_________________________
Pensavo che avessi capito
Dopo
aver osservato attentamente lo schema, lo studente passerà
autonomamente alla formulazione della regola generale.
Si
può obbiettare, allora, che in questo modo l'apprendimento
della regola non sia più intuitivo ma venga dall'insegnante.
Con questi schemi, però, non si offre propriamente la
regola, ma si collocano semplicemente le frasi nel tempo, cosa
che una persona che parla fa in ogni caso perché sa a
quale tempo si riferiscono i fatti di cui si parla. Se qualcuno
ci dirà, per esempio: "pensavo che capissi"
noi capiamo in modo naturale che le due azioni sono contemporanee,
perché conosciamo lo svolgimento dei fatti di cui stiamo
parlando, cosa che invece, va indicata a chi ascolta o legge
un testo dal di fuori. Si offrirà solo un elemento in
più che sarà prezioso per comprendere l'uso di
una forma verbale invece di un'altra.
Lo
studente costruisce, così, attivamente il suo processo
d'apprendimento in un modo che gli sembrerà più
naturale. L'insofferenza per questa parte di una lingua straniera
diminuirà, poiché si capirà che è
necessario capire queste regole per comprendere in pieno quello
che qualcuno avrebbe l'intenzione di dire e, allo stesso modo,
per comunicare esattamente ciò che pensiamo.
L'acquisizione
delle regole, in modo attivo attraverso l'esperienza, comporta
anche un'altra fondamentale differenza: queste regole si fissano
nella memoria e, se non praticate per lungo tempo, non faticheranno
a tornare alla mente di fronte alla necessità di parlare
nuovamente quella lingua.
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