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EDUCAZIONE INTERCULTURALE

 

STRATEGIE E ATTIVITA’ PER PROPORRE UN TESTO LETTERARIO IN PROSA IN UNA CLASSE DI ITALIANO L2/LS, LIVELLO AVANZATO
prima parte

di Valentina Gigliarelli

Bibliografia - seconda parte - terza parte - quarta parte

Lo scopo del mio lavoro è dimostrare come può essere affrontato e proposto un testo letterario in prosa in una classe di italiano L2/LS di livello avanzato (C1/C2) [1].
Durante il mio percorso di formazione in didattica dell'italiano L2/LS, ho assunto la consapevolezza che nel proporre un testo a discenti stranieri occorre tenere presente i momenti che scandiscono il lavoro didattico. Mi riferisco, più precisamente, al Modulo flessibile di lavoro didattico [2], che si attiene fedelmente ai principi della direzionalità e della bimodalità.
Dunque inizialmente, in una fase di globalizzazione in cui lo studente "lavora per ciò che è", occorre predisporre strategie di avvicinamento al testo che mirano ad attivare le competenze comunicative generali del discente, successivamente viene presentato e letto il testo, segue una fase analitica, a questo punto devono essere attivate le "competenze linguistiche" dello studente e quindi l'ultima fase definita sintesi. Al termine di tale percorso si garantisce un ritorno consapevole dello studente stesso al testo di partenza.
Didattizzare un testo autentico (per livello elementare, intermedio, avanzato) vuol dire creare intorno ad esso attività idonee e mirate per lo sviluppo e il potenziamento di determinate abilità, rivolte a discenti di un preciso livello.

Dunque, per quale motivo proporre un testo letterario, quali vantaggi esso offre, quali le modalità per presentarlo, quali le attività da predisporre?

1. Perché scegliere un testo letterario
Occorre sottolineare, innanzitutto, che il testo letterario è particolarmente adatto per l'insegnamento dell'italiano L2/LS, è un testo autentico [3], in quanto tale è motivante, psicologicamente rilevante, gratificante perché lo studente si sente al pari del lettore di lingua madre. I testi letterari sono scrigni che contengono informazioni preziosissime sulla nostra cultura e società, trasmettono modelli reali di lingua, sono, per i discenti, fonti di arricchimento, occasione di riflessione.
L'insegnante che vuol presentare un testo letterario deve tener conto di alcuni fattori-criteri fondamentali: primo fra tutti la classe che ha di fronte, quindi considerare il livello di competenza linguistica posseduto dai discenti, le conoscenze pre-acquisite, gli interessi, il loro livello culturale. E' possibile proporre ai discenti una varietà di generi testuali [4] che spaziano dalla narrativa, alla novella, al brano tratto da un romanzo, all'autobiografia, alla fiaba. Il testo letterario presentato deve inoltre non essere troppo lungo, più il testo è esteso, maggiore è la lingua da processare. Un brano particolarmente lungo può, certamente, essere diviso e proposto in più lezioni. Ogni testo deve essere, quindi, “calibrato” e “funzionale” per gli studenti, onde evitare che la gratificazione si trasformi in “frustrazione”.
La scelta dei testi letterari in prosa, per un livello avanzato, si orienta solitamente verso brani di scrittori contemporanei [5], ma è possibile proporre anche brani tratti da “I Promessi Sposi” del Manzoni, dalle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” del Foscolo, o da “Le Memorie” del Goldoni, solo per citarne alcuni. I testi, adeguati al livello linguistico degli studenti [6], vengono presentati senza essere adattati o semplificati.

Strategie e attività: pre-lettura
Nel momento in cui si fornisce il testo ai discenti, si possono proporre attività di pre-lettura. In questa prima fase occorre abbassare il filtro affettivo degli studenti, allontanare la componente ansiogena e predisporre strategie di avvicinamento al testo. Tali strategie possono essere di tipo:
· sociolinguistico-culturale: l'insegnante illustra brevemente l'argomento, il contesto storico-sociale in cui è inserito il racconto, può fornire alcune indicazioni relative all'autore e all'opera, ciò può stimolare dibattiti o riflessioni (generate anche dall'attivazione delle "competenze generali" degli studenti);
· lessicale: data la “parola-chiave” del testo, può seguire una discussione intorno agli argomenti che il termine richiama; o presentata una lista di parole gli studenti possono individuare i vari sinonimi senza contestualizzare;
· elicitativo: dopo aver fornito una "parola-chiave" è possibile procedere per campo semantico
[7], se il testo si avvale di un corredo iconico l'insegnante può stimolare i ragazzi a fare alcune considerazioni sulle immagini stesse.
Tutto ciò, quindi, alimenta il dibattito, favorisce occasioni di riflessioni e di conversazione, pone a confronto le opinioni dei discenti, stimola, assieme all'interesse, l'interazione tra gli studenti stessi.
Per dimostrare l'applicazione delle strategie d'avvicinamento nella fase di pre-lettura vorrei prendere come esempio il brano di Italo Calvino “L'avventura di due sposi”
[8].
L' insegnante può fornire agli studenti alcune note e informazioni relative all'autore e all'opera “Racconti; Gli amori difficili”. Una volta dato il titolo, i discenti saranno chiamati a pensare a tutte le parole collocabili nel campo semantico: “sposi”. Dal titolo è inoltre già possibile individuare due “parole-chiave”: “avventura-sposi”. Spunti di riflessione, sempre in questa fase di pre-lettura, possono essere forniti da domande riguardanti il tema della “convivenza e del matrimonio”
[9]. Tali interrogativi, gravitanti intorno a un preciso argomento, proposti in una classe multietnica, assumono una dimensione interculturale, offrono l'occasione per una discussione da affrontare insieme, sono fonte di scambio e arricchimento.

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Note:
[1] In riferimento al Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue del Consiglio d'Europa.
[2] Il modulo flessibile di lavoro didattico prevede un percorso articolato nel seguente modo: G(lobalizzazione)?A(nalisi)?S(intesi). Altrimenti riproposto secondo lo schema di lavoro didattico:"stratégies?texte?tâche". Cfr. F. Minciarelli- A. Comodi, Sillabo per i cinque gradi del corso di lingua e cultura italiana per Stranieri, Guerra Edizioni, Perugia, 2005 (pp. 26-30).
[3] Il testo autentico si può definire come una unità "comunicativa" sponatneamente prodotta da una comunità di parlanti, non pensata per l'insegnamento e la didattica.
[4] Con una riserva: tra i brani proponibili affronterei con molta cautela quelli in dialetto o con dicorsi diretti in dialetto.
[5]Tra questi: Rodari, Svevo, Levi, Calvino, Tomasi di Lampedusa, Buzzati, Tabucchi...
[6] In questo caso si tratta di studenti di livello avanzato.
[7] In questo caso ritengo opportuno scrivere alla lavagna tutti i termini proposti dagli studenti, al fine di "fissarli" e riprenderli magari in una fase successiva.
[8] I. Calvino, Gli amori difficili, in I Racconti, Einaudi, Torino.
[9]
“Nel vostro Paese a quanti anni solitamente ci si sposa? Marito e moglie lavorano entrambi fuori casa? E' più diffusa la convivenza o il matrimonio? Chi fa i lavori di casa in una coppia tipo?”.

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Bibliografia:
· Andorno C. - Bosc F. - Ribotta P., Grammatica insegnarla e impararla, Guerra Edizioni, Perugia, 2003;
· Ardissino E .- Stroppa S., Leggere testi letterari, Paravia scriptorium, 2005;
· Bazzanella C., Le facce del parlare, La Nuova Italia, Firenze, 1994;
· Bazzanella C., Tempi verbali, contesti e composizionalità pragmatica, in Bettoni-Zangalli-Zorzi (a cura di), Atti del 2° Congresso di Studi dell'Associazione Italiana di Linguistica Applicata AITLA, Forlì, 12-13 ottobre 2000, Perugia, Guerra, pp. 47-64;
· Bazzanella C., Linguistica e pragmatica del linguaggio, Laterza, Roma-Bari, 2006;
· Berretta M., Morfologia, in Alberto Sobrero (a cura di), Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo. Le strutture, Laterza, Roma-Bari, 1993, pp.193-245;
· Ciliberti A., Manuale di Glottodidattica, La Nuova Italia, Firenze, 1994;
· Consiglio d’Europa, Quadro Comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione, La Nuova Italia, Oxford, 2002;
· Corda A. - Marello C., Lessico insegnarlo e impararlo, Guerra Edizioni, Perugia, 2004;
· Costamagna L., Insegnare e imparare la fonetica, Paravia Scriptorium, Torino, 2000;
· Danesi M., Il cervello in aula, Guerra Edizioni, Perugia, 1998;
· Dardano-Trifone, Grammatica italiana con nozioni di linguistica, Zanichelli, Bologna, 2005;
· Minciarelli F. - Comodi A., Sillabo per i cinque gradi del corso di lingua e cultura italiana per Stranieri, Guerra Edizioni, Perugia, 2005;
· Picchiassi M. - Zaganelli G., Contesti italiani viaggio nell'italiano contemporaneo attraverso i testi, Guerra Edizioni, Perugia, 2005.

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Autore: Valentina Gigliarelli è docente di Italiano per Stranieri e materie letterarie. Si è laureata in Lettere (indirizzo classico) presso l'Università di Perugia, si è poi specializzata in didattica dell'Italiano L2/LS conseguendo il titolo di Master Universitario di I livello in didattica dell'Italiano lingua non materna presso l'Università per Stranieri di Perugia.

copyright © Educare.it - Anno VII, Numero 11, Ottobre 2007


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