| Lo
scopo del mio lavoro è dimostrare come può essere
affrontato e proposto un testo letterario in prosa in una classe
di italiano L2/LS di livello avanzato (C1/C2) [1].
Durante il mio percorso di formazione in didattica dell'italiano
L2/LS, ho assunto la consapevolezza che nel proporre un testo
a discenti stranieri occorre tenere presente i momenti che scandiscono
il lavoro didattico. Mi riferisco, più precisamente, al
Modulo flessibile di lavoro didattico [2],
che si attiene fedelmente ai principi della direzionalità
e della bimodalità.
Dunque inizialmente, in una fase di globalizzazione in cui lo
studente "lavora per ciò che è", occorre
predisporre strategie di avvicinamento al testo che mirano ad
attivare le competenze comunicative generali del discente, successivamente
viene presentato e letto il testo, segue una fase analitica, a
questo punto devono essere attivate le "competenze linguistiche"
dello studente e quindi l'ultima fase definita sintesi. Al termine
di tale percorso si garantisce un ritorno consapevole dello studente
stesso al testo di partenza.
Didattizzare un testo autentico (per livello elementare, intermedio,
avanzato) vuol dire creare intorno ad esso attività idonee
e mirate per lo sviluppo e il potenziamento di determinate abilità,
rivolte a discenti di un preciso livello.
Dunque,
per quale motivo proporre un testo letterario, quali vantaggi
esso offre, quali le modalità per presentarlo, quali le
attività da predisporre?
1.
Perché scegliere un testo letterario
Occorre sottolineare, innanzitutto, che il testo letterario è
particolarmente adatto per l'insegnamento dell'italiano L2/LS,
è un testo autentico [3],
in quanto tale è motivante, psicologicamente rilevante,
gratificante perché lo studente si sente al pari del lettore
di lingua madre. I testi letterari sono scrigni che contengono
informazioni preziosissime sulla nostra cultura e società,
trasmettono modelli reali di lingua, sono, per i discenti, fonti
di arricchimento, occasione di riflessione.
L'insegnante che vuol presentare un testo letterario deve tener
conto di alcuni fattori-criteri fondamentali: primo fra tutti
la classe che ha di fronte, quindi considerare il livello di competenza
linguistica posseduto dai discenti, le conoscenze pre-acquisite,
gli interessi, il loro livello culturale. E' possibile proporre
ai discenti una varietà di generi testuali [4]
che spaziano dalla narrativa, alla novella, al brano
tratto da un romanzo, all'autobiografia, alla fiaba. Il testo
letterario presentato deve inoltre non essere troppo lungo, più
il testo è esteso, maggiore è la lingua da processare.
Un brano particolarmente lungo può, certamente, essere
diviso e proposto in più lezioni. Ogni testo deve essere,
quindi, “calibrato” e “funzionale” per gli studenti, onde evitare
che la gratificazione si trasformi in “frustrazione”.
La scelta dei testi letterari in prosa, per un livello avanzato,
si orienta solitamente verso brani di scrittori contemporanei
[5],
ma è possibile proporre anche brani tratti da “I Promessi
Sposi” del Manzoni, dalle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” del
Foscolo, o da “Le Memorie” del Goldoni, solo per citarne alcuni.
I testi, adeguati al livello linguistico degli studenti [6],
vengono presentati senza essere adattati o semplificati.
Strategie
e attività: pre-lettura
Nel momento in cui si fornisce il testo ai discenti, si possono
proporre attività di pre-lettura. In questa prima fase
occorre abbassare il filtro affettivo degli studenti, allontanare
la componente ansiogena e predisporre strategie di avvicinamento
al testo. Tali strategie possono essere di tipo:
· sociolinguistico-culturale: l'insegnante illustra brevemente
l'argomento, il contesto storico-sociale in cui è inserito
il racconto, può fornire alcune indicazioni relative all'autore
e all'opera, ciò può stimolare dibattiti o riflessioni
(generate anche dall'attivazione delle "competenze generali"
degli studenti);
· lessicale: data la “parola-chiave” del testo, può
seguire una discussione intorno agli argomenti che il termine
richiama; o presentata una lista di parole gli studenti possono
individuare i vari sinonimi senza contestualizzare;
· elicitativo: dopo aver fornito una "parola-chiave"
è possibile procedere per campo semantico [7],
se il testo si avvale di un corredo iconico l'insegnante può
stimolare i ragazzi a fare alcune considerazioni sulle immagini
stesse.
Tutto ciò, quindi, alimenta il dibattito, favorisce occasioni
di riflessioni e di conversazione, pone a confronto le opinioni
dei discenti, stimola, assieme all'interesse, l'interazione tra
gli studenti stessi.
Per dimostrare l'applicazione delle strategie d'avvicinamento
nella fase di pre-lettura vorrei prendere come esempio il brano
di Italo Calvino “L'avventura di due sposi” [8].
L' insegnante può fornire agli studenti alcune note e informazioni
relative all'autore e all'opera “Racconti; Gli amori difficili”.
Una volta dato il titolo, i discenti saranno chiamati a pensare
a tutte le parole collocabili nel campo semantico: “sposi”. Dal
titolo è inoltre già possibile individuare due “parole-chiave”:
“avventura-sposi”. Spunti di riflessione, sempre in questa fase
di pre-lettura, possono essere forniti da domande riguardanti
il tema della “convivenza e del matrimonio” [9].
Tali interrogativi, gravitanti intorno a un preciso argomento,
proposti in una classe multietnica, assumono una dimensione interculturale,
offrono l'occasione per una discussione da affrontare insieme,
sono fonte di scambio e arricchimento.
...continua...
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Note:
[1]
In
riferimento al Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue
del Consiglio d'Europa.
[2]
Il
modulo flessibile di lavoro didattico prevede un percorso articolato
nel seguente modo: G(lobalizzazione)?A(nalisi)?S(intesi). Altrimenti
riproposto secondo lo schema di lavoro didattico:"stratégies?texte?tâche".
Cfr. F. Minciarelli- A. Comodi, Sillabo per i cinque gradi del
corso di lingua e cultura italiana per Stranieri, Guerra Edizioni,
Perugia, 2005 (pp. 26-30).
[3]
Il
testo autentico si può definire come una unità "comunicativa"
sponatneamente prodotta da una comunità di parlanti, non
pensata per l'insegnamento e la didattica.
[4]
Con
una riserva: tra i brani proponibili affronterei con molta cautela
quelli in dialetto o con dicorsi diretti in dialetto.
[5]Tra
questi: Rodari, Svevo, Levi, Calvino, Tomasi di Lampedusa, Buzzati,
Tabucchi...
[6]
In
questo caso si tratta di studenti di livello avanzato.
[7]
In questo caso ritengo opportuno scrivere alla lavagna tutti i
termini proposti dagli studenti, al fine di "fissarli"
e riprenderli magari in una fase successiva.
[8] I. Calvino, Gli amori difficili,
in I Racconti, Einaudi, Torino.
[9]
“Nel vostro Paese a quanti anni solitamente ci si sposa? Marito
e moglie lavorano entrambi fuori casa? E' più diffusa la
convivenza o il matrimonio? Chi fa i lavori di casa in una coppia
tipo?”.
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Bibliografia:
·
Andorno C. - Bosc F. - Ribotta P., Grammatica insegnarla e impararla,
Guerra Edizioni, Perugia, 2003;
· Ardissino E .- Stroppa S., Leggere testi letterari, Paravia
scriptorium, 2005;
· Bazzanella C., Le facce del parlare, La Nuova Italia,
Firenze, 1994;
· Bazzanella C., Tempi verbali, contesti e composizionalità
pragmatica, in Bettoni-Zangalli-Zorzi (a cura di), Atti del 2°
Congresso di Studi dell'Associazione Italiana di Linguistica Applicata
AITLA, Forlì, 12-13 ottobre 2000, Perugia, Guerra, pp.
47-64;
· Bazzanella C., Linguistica e pragmatica del linguaggio,
Laterza, Roma-Bari, 2006;
· Berretta M., Morfologia, in Alberto Sobrero (a cura di),
Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo. Le strutture, Laterza,
Roma-Bari, 1993, pp.193-245;
· Ciliberti A., Manuale di Glottodidattica, La Nuova Italia,
Firenze, 1994;
· Consiglio d’Europa, Quadro Comune europeo di riferimento
per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione, La Nuova
Italia, Oxford, 2002;
· Corda A. - Marello C., Lessico insegnarlo e impararlo,
Guerra Edizioni, Perugia, 2004;
· Costamagna L., Insegnare e imparare la fonetica, Paravia
Scriptorium, Torino, 2000;
· Danesi M., Il cervello in aula, Guerra Edizioni, Perugia,
1998;
· Dardano-Trifone, Grammatica italiana con nozioni di linguistica,
Zanichelli, Bologna, 2005;
· Minciarelli F. - Comodi A., Sillabo per i cinque gradi
del corso di lingua e cultura italiana per Stranieri, Guerra Edizioni,
Perugia, 2005;
· Picchiassi M. - Zaganelli G., Contesti italiani viaggio
nell'italiano contemporaneo attraverso i testi, Guerra Edizioni,
Perugia, 2005.
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Autore: Valentina
Gigliarelli è docente di Italiano per Stranieri
e materie letterarie. Si è laureata in Lettere (indirizzo
classico) presso l'Università di Perugia, si è poi
specializzata in didattica dell'Italiano L2/LS conseguendo il
titolo di Master Universitario di I livello in didattica dell'Italiano
lingua non materna presso l'Università per Stranieri di
Perugia.
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