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Analisi lessicale-semantica
Seguono una serie di attività volte
a sviluppare e potenziare la competenza lessicale-semantica [12].
Lo studente è chiamato a classificare, organizzare e rielaborare
una serie di termini e di espressioni presenti nel testo. Una
prima attività potrebbe consistere nell' individuare la
relazione semantica tra parole: data una serie di termini si può
procedere per sinonimi, individuare gli antonimi, gli iponimi,
gli iperonimi, i campi semantici, dove possibile, anche le famiglie
semantiche, si potrebbe invitare gli studenti a spiegare un termine
con perifrasi, oppure individuare il significato, l'accezione
che una parola polisemica assume nel testo e rintracciare quindi
tutti le altre possibili accezioni.
Utile è lavorare sulla formazione delle parole se avviene,
dunque, per suffissazione, prefissazione, derivazione o composizione.
Si potrebbero anche enfatizzare, qualora se ne presenti l'occasione,
parole omofone e omografe, ma che assumono un significato diverso
in differenti passi del testo:
"bene
così bene da fargli riprendere il peso dei suoi vizi, uno
per uno, a lui stesso che se li portava ormai addosso tutt' insieme
come una muta. Muta non era la moglie milanese"
[13].
Altro
aspetto molto importante sono i modi di dire, le espressioni idiomatiche,
che fanno parte dei cosiddetti “impliciti culturali" di una
lingua. Vanno sempre individuati e analizzati: rendendo consapevoli
gli studenti che l'ordine degli elementi è fisso e che
il significato di un'espressione idiomatica, di un modo di dire,
di una particolare collocazione ristretta non è mai uguale
alla somma dei significati delle singole parole, ma l'espressione
assume, nell'insieme, un "senso figurato-metaforico".
A un livello avanzato i discenti potrebbero essere invitati a
rintracciare e a riflettere su particolari aspetti stilistici:
similitudini, metafore, litoti, gradationes, anafore,
tutto ciò che fa parte dello stile del narratore, tutto
ciò che è espediente retorico.
Consolidamento grammaticale
La fase di consolidamento grammaticale è volta a individuare
alcune strutture e aspetti contenuti nel testo proposto, da apprendere
o da rinforzare attraverso attività mirate.
E' possibile quindi lavorare su categorie grammaticali: avverbi,
nomi, aggettivi, verbi, o su strutture grammaticali, concordanze,
individuazione dei nessi paratattici e ipotattici, sull'uso dei
tempi verbali nelle narrazioni (l'imperfetto temporale-durativo-iterativo
per le azioni di sfondo, il passato remoto e passato prossimo
per le azioni principali, il trapassato prossimo per l'antefatto...).
Ritengo assolutamente necessario sottolineare l'uso particolare
di tempi verbali, come, ad esempio, l'utilizzo del presente pro-futuro
o del presente storico, ma a mio avviso diventa indispensabile,
in un corso avanzato di italiano L2, evidenziare, tutte le volte
che se ne presenti l'occasione, l'uso “non canonico” dei tempi
verbali,
Con “uso non canonico dei tempi verbali” mi riferisco a tutte
le forme di modalità verbale e quindi, per esempio, all'uso
del futuro epistemico-deontico , o agli usi modali dell'imperfetto
(imperfetto ipotetico, attenuativo, ludico, onirico, di cortesia...).
Tali modalità verbali, che si ritrovano nei testi letterari,
sono strutture ampiamente adoperate dai parlanti nativi nelle
varie situazioni comunicative. Sono fenomeni da analizzare non
solo da un punto di vista prettamente grammaticale, ma soprattutto
in una prospettiva pragmatica ed interculturale.
In ugual modo è importante mettere in evidenza, se presenti,
i costrutti della frase scissa, della dislocazione a destra e
della dislocazione a sinistra, costrutti che vanno presentati
sempre alla luce di una prospettiva pragmatica
Ad esempio, per introdurre la frase scissa e la dislocazione a
sinistra, risulterebbe perfetto il brano di Calvino, già
preso in esame, "L'avventura di due sposi"
[14]:
"[...]
Continuava a seguirla col pensiero, quel trotterellare veloce
per il cortile, il portone, il marciapiede, fino alla fermata
del tram. Il tram lo sentiva bene, invece".
Siamo
di fronte ad una dislocazione a sinistra, va fatto notare ai discenti
che l'ordine della frase tradizionale italiana (SVO) non è
rispettato, ma l'elemento che costituisce il topic è in
posizione enfatica, lì va puntata l'attenzione. L'elemento
posto a topic viene poi ripreso all'interno della frase da un
pronome clitico.
"[...]
Alle volte invece era lui che entrava in camera a destarla con
la tazzina del caffé"
Il
brano riporta un tipico esempio di frase scissa, l'elemento nuovo
da mettere in evidenza, viene inserito , in prima posizione, in
una frase separata introdotta dal verbo essere, segue la relativa
introdotta dal "che". La frase risulta divisa in due
frammenti informativi, che rendono più facile la ricezione
dell'informazione stessa.
...continua...
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Note:
[12]
Tali
attività possono essere svolte in diverse modalità:
domande a risposta aperta o chiusa, completamenti liberi o a scelta
multipla, cloze-tests, C-tests.
[13] Paolo Volponi, Accingersi
a un'impresa, da Racconti Italiani del 900, a cura di F.
Sicilia, Mondadori.
[14] I. Calvino, Gli amori difficili,
in Id. Racconti, Einaudi, Torino.
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Bibliografia:
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pragmatica, in Bettoni-Zangalli-Zorzi (a cura di), Atti del 2°
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· Bazzanella C., Linguistica e pragmatica del linguaggio,
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· Dardano-Trifone, Grammatica italiana con nozioni di linguistica,
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· Minciarelli F. - Comodi A., Sillabo per i cinque gradi
del corso di lingua e cultura italiana per Stranieri, Guerra Edizioni,
Perugia, 2005;
· Picchiassi M. - Zaganelli G., Contesti italiani viaggio
nell'italiano contemporaneo attraverso i testi, Guerra Edizioni,
Perugia, 2005.
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Autore: Valentina
Gigliarelli è docente di Italiano per Stranieri
e materie letterarie. Si è laureata in Lettere (indirizzo
classico) presso l'Università di Perugia, si è poi
specializzata in didattica dell'Italiano L2/LS conseguendo il
titolo di Master Universitario di I livello in didattica dell'Italiano
lingua non materna presso l'Università per Stranieri di
Perugia.
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