Dall’unità
didattica alla costruzione dei saperi di fondo
Una
buona lezione, inoltre, non deve preoccuparsi di sviluppare soltanto un
sapere di tipo enciclopedico. Il compito fondamentale della scuola
è quello di formare persone capaci di vivere in
società, che siano in grado di studiare e comprendere in
modo autonomo anche quando avranno finito la scuola. Per questo motivo,
gli insegnanti devono preoccuparsi di preparare lezioni in cui vengano
contemporaneamente sviluppati quattro tipi di sapere che chiameremo:
1. Sapere;
2. Saper fare;
3. Saper imparare;
4. Saper essere.
1.
Sapere.
Naturalmente bisogna fare in modo che alla fine di una lezione agli
studenti rimanga qualcosa di concreto, ovvero che abbiano delle nozioni
ben chiare, come potrebbero essere le forme del verbo, il lessico
relativo a un argomento, oppure, parlando di educazione letteraria,
potrebbe essere una poesia di Petrarca. Questo tipo di sapere
è il più diretto ed è anche quello che
gli studenti percepiscono prima. Proprio per questo motivo la scelta
dell’argomento diventa particolarmente importante. Il tema su
cui si basa la lezione deve essere quanto più vicino
all’esperienza degli studenti, deve essere qualcosa che
interessi e non che annoi in modo da attivare le capacità
tramite l’interesse. Sceglieremo, quindi, un argomento in
base all’età degli alunni e al tipo di studi da
loro scelto. In questo modo porremo il singolo studente o la singola
studentessa al centro del nostro lavoro e lo attiveremo al meglio.
2.
Saper fare.
Il fare a cui mi riferisco riguarda naturalmente la lingua e si
riferisce a una funzione linguistica, come potrebbe essere
“saper descrivere”, “saper esprimere la
propria opinione”. Anche in questo caso dobbiamo porre gli
apprendenti al centro del nostro lavoro e chiederci in quale reale
occasione si troveranno ad esercitare questa funzione. Partendo da un
input di argomento familiare, dovranno prima individuare i meccanismi
che servono per esprimere quella funzione linguistica, per esempio, nel
caso di saper esprimere le proprio opinioni, si dovrà
spiegare quali strutture introducono un congiuntivo (si crede, penso,
sono dell’opinione,…), poi, spiegheremo il
congiuntivo, la consecutium temporum,… Gli studenti dovranno
ricavare queste strutture da un testo autentico, in modo che
percepiscano che la lingua è un sistema organico che serve
per comunicare e non un noioso aggregato di elementi grammaticali e
lessicali. La grammatica deve servire a fare qualcosa, gli aggettivi a
descrivere, il congiuntivo a esprimere un’opinione, il
passato a raccontare, … non per compilare noiosi esercizi
grammaticali privi di comunicazione per cui non si vede uno scopo e
che, quindi, demotivano che sta studiando la lingua.
3.
Saper imparare.
Non basta, come abbiamo scritto, che venga impartita una conoscenza
enciclopedica; al contrario, bisogna aiutare gli apprendenti a
diventare il più possibile autonomi, cosicché
sappiano approfondire da soli temi di loro interesse e, una volta
terminata la scuola, sappiano valutare, approfondire e giudicare meglio
i problemi in cui si troveranno. Dobbiamo, in poche parole, fornire
schemi mentali dentro i quali essi si possano muovere per comprendere
la realtà che li circonda e affrontare la vita. Per fare
ciò sarà opportuno insegnare le strategie di
studio, per esempio fornendo una scaletta dove gli studenti devono
cercare gli elementi più importanti di un testo, che
può essere sia scritto che orale. Una volta trovati gli
elementi, si può chiedere che li riutilizzino per creare
autonomamente un proprio testo. Avranno così ricavato una
struttura replicabile in altre occasioni. Per fare un altro esempio, si
potrebbe chiedere a un ragazzo, o a una ragazza, di dare un titolo a
ogni paragrafo, così da spingerlo (o spingerla) a cercare il
tema principale di ogni sequenza e mettere a nudo la struttura di un
testo. Capirà, allora, come si scrive un testo e
sarà in grado di produrne un altro.
4.
Saper essere.
Importante è, senza dubbio, anche formare individui capaci
di vivere in società, di ascoltarsi e aiutarsi a vicenda.
Questa competenza sociale sarà sviluppata dal tipo
d’esercizi che si faranno svolgere, come per esempio lavori
di gruppo, oppure di coppia, dove gli uni devono aiutare gli altri se
vogliono avere successo.
Un’attività formativa da questo punto di vista,
potrebbe essere la lezione a stazioni, dove ogni gruppo si occupa di
una parte diversa dello stesso testo. Alla fine degli esercizi di
comprensione, si passa a una fase in cui ogni gruppo sceglie un
esponente che esponga la propria parte al resto della classe. Nel
frattempo tutti gli altri ascoltano in modo attivo, ovvero compilando
una scheda, oppure un semplice vero o falso, cosicché tutti
siano in qualche modo obbligati ad ascoltarsi per ricostruire la
storia. Una variante di questa tecnica, potrebbe essere creare nella
seconda fase nuovi gruppi composti da persone che erano precedentemente
in gruppi diversi. Anche in questo modo otteniamo lo stesso risultato.
Sarà opportuno insegnare agli apprendenti che esistono anche
dei registri linguistici opportuni per ogni situazione, che parlare con
una signora anziana sarà diverso che parlare con una persona
giovane, che parlare a una donna, soprattutto se il discendente
è maschio, sarà differente che parlare a un uomo.
Il registro cambia anche a seconda dell’argomento e del posto
dove si troviamo, parlare di argomenti scientifici, per esempio,
richiederà la conoscenza di certi termini che dovranno
essere utilizzati in modo esatto, e, in ogni caso, sarà
diverso parlarne in una conferenza o al bar con gli amici.