I comportamenti di bullismo che gli insegnanti e gli
educatori osservano nei minori immigrati costituiscono un fenomeno complesso.
Le modalità di accostamento a tale fenomeno ai fini della sua comprensione,
devono tener conto di questa complessità: ciò comporta l’impossibilità di
interpretare le manifestazioni di bullismo dal punto di vista di una singola
scienza umana, sia essa la psicologia, la sociologia o l’antropologia
culturale. Questa attenzione alla complessità dei fenomeni umani risponde alla
volontà di non trascurare alcunché dell’uomo se questi è considerato nella
sua integralità. Inoltre, per chi si occupi di educazione, prestare attenzione
alla complessità significa essere consapevoli che le dinamiche di sviluppo di
un soggetto sono complesse così come i fattori in gioco nella sua educazione.
Quindi, anche le "lenti" di lettura della storia educativa di una
personalità dovranno essere molteplici.
La coscienza della complessità del fenomeno "bullismo
nei minori immigrati" giustifica l’approccio che qui adottiamo nel
tentativo di offrirne una lettura: infatti le nostre non vogliono essere
interpretazioni univoche del problema, ma ipotesi che aprono a piste di ricerca
personali e situate. Ciascun educatore, infatti, dovrebbe farsi carico
personalmente dell’analisi dei problemi di cui si occupa e dotarsi degli
strumenti che gli consentono questo processo di comprensione della realtà
educativa.
Iniziamo col porci degli interrogativi.
In quale misura il fenomeno del bullismo dei minori immigrati
può essere considerato una manifestazione di disagio? E, se così fosse, può
essere ritenuto il sintomo di una faticosa elaborazione dell’identità
maschile (1)? In questo processo di formazione dell’identità maschile, quanto
peso possiamo attribuire a modelli maschili socioculturalmente situati? Quale
ruolo assume l’educazione famigliare nella legittimazione di questo modelli? E
ancora: quanto possono influire le vicissitudini della storia famigliare sulle
condizioni che predispongono al bullismo? Quanto le dinamiche ad essa interne?
Quanta importanza assume la capacità (o incapacità) di mediazione
interculturale dei genitori e di altri adulti di riferimento?
Lo sviluppo di determinate capacità del minore, fosse anche
quella di delinquere o di farsi temere dai compagni, va inscritto in condizioni
di sfondo che ne promuovono o ne ostacolano la realizzazione. La costellazione
di fattori in gioco nell’emergenza dei comportamenti di bullismo è ampia.
Possiamo, dunque, affermare che il bullismo dei minori immigrati è un fenomeno
multidimensionale: si costituisce entro relazioni educative famigliari, entro il
contesto socioculturale di provenienza, entro il contesto socioculturale di
immigrazione e nel gruppo dei pari.
La nostra trattazione verterà su tre punti: