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EDUCAZIONE INTERCULTURALE

 

L'IDENTITA' DIFFICILE

di Agnese Niero e Luciano Pasqualotto

L'emigrazione è indubbiamente un'esperienza complessa, che investe in eguale misura sia la dimensione psico-soggettiva sia le relazioni sociali e culturali. Da un punto di vista soggettivo, ad esempio, il singolo vive nella routine quotidiana una soluzione di continuità esperienziale. La migrazione, soprattutto da Paesi con culture molto diverse dalla nostra, interrompe tale continuità ed impone nuovi adattamenti.

Si pensi alla semplice organizzazione sociale del tempo, dei suoi significati pratici e non, ma anche dei suoi ritmi: essa varia nel momento in cui si passa dal contesto socioculturale d'origine a quello della società d'approdo. Ad esempio, per gli immigrati di fede mussulmana, il fatto che il riposo settimanale slitti dal venerdì alla domenica e che il ciclo lavorativo cominci, quindi, il lunedì anziché il sabato, non è un mero evento "tecnico" e quindi neutrale. Il cambiamento impone, pena l’emarginazione sociale, un riadeguamento che, partendo dalla quotidianità, chiama progressivamente in causa il tempo sociale interiorizzato dal singolo.

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copyright © Educare.it - Anno V, Numero 11, Ottobre 2005


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