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La scuola italiana, negli ultimi anni, è stata interessata
in modo significativo dal fenomeno migratorio. La stabilizzazione delle famiglie
immigrate sul territorio nazionale ha visto l’arrivo di molti bambini e
ragazzi che, per ricongiungimento familiare, si trovano a vivere in un nuovo
mondo, in una nuova scuola, in una nuova società, e a volte anche in una nuova
famiglia, in quanto i rapporti con almeno uno dei genitori sono stati per alcuni
anni saltuari e lontani.
L’arrivo dei "bambini della nostalgia"(1) ha
prodotto e produce nella scuola nuove richieste, di attenzione, di
flessibilità, di riflessione sulle diversità e sul diritto di ogni bambino ad
essere istruito, cresciuto, educato perché si sviluppino in lui tutte le
potenzialità umane di cui è unico e irripetibile portatore.
Gli articoli che proponiamo guardano all’inserimento
scolastico dei bambini stranieri in un’ottica globale di istruzione ed
educazione, di sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del minore, che chiamano
in campo non solo la scuola ma anche altre istituzioni ed enti del territorio,
riconoscendo alla famiglia centralità e responsabilità primarie sul processo
di crescita del bambino.
In questo primo articolo tratteremo in particolare il quadro
culturale e giuridico che fa da sfondo all’inserimento scolastico del minore
straniero, sottolineando il concetto di tutela dei minori, per quanto
riguarda specificamente il diritto all’istruzione.
In un secondo momento proporremo le buone pratiche per
passare dall’accoglienza al percorso di inserimento dell’alunno straniero ed
infine vedremo come la scuola possa diventare spazio di mediazione
interculturale.
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