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Per progettare
un percorso di educazione interculturale si dovrà partire
da una visione plurima, anzi "etnoplurima". Cosa significa
ciò? Significa innanzitutto che ci sono più punti
di vista e che essi devono essere introdotti nella sfera dell’educazione
e della scuola. Ci sono più rappresentazioni del mondo,
ci sono più differenze che omogeneità ed è
necessario, allora, muoversi verso un’educazione alla varietà
e alla molteplicità. E’ necessario allora incentivare
un apprendimento che fornisca al soggetto gli strumenti e la
flessibilità necessari per passare da un'identità
culturale all’altra senza eccessivo timore.
Diversità
etniche, diversità culturali
L’interculturalità nasce a questo punto. E qui vi è un altro passaggio di natura concettuale (1). L’interculturalità potrebbe essere definita etnorelazionalità, relazione tra etnie diverse, con più identità che entrano in relazione tra loro confrontandosi, comunicando e imparando reciprocamente. L’interculturalità non vuole abolire gli
etnocentrismi, ma fare sì che dal confronto nasca una cultura nuova. Il caso tipico è quello dei matrimoni misti: i bambini che nascono da un matrimonio tra culture diverse generano una situazione completamente nuova dal punto di vista
psico-affettivo.
L’interculturalità è emblematizzata dalle nuove nascite che avvengono dove le etnie si rimescolano e danno origine a nuove forme di vita. Il concetto di interculturalità, per il pedagogista, è un concetto forte, perché l’interculturalità non appartiene ai fenomeni naturali, ma deve essere voluta e provocata, progettata e realizzata.
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