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EDUCAZIONE INTERCULTURALE

 

Io le poesie non le leggo, le scrivo

di Giulia Pierucci
bibliografia

Introduzione

Il seguente articolo è il risultato delle mie considerazioni di tirocinante in un Istituto di Cultura Italiana in Francia, riviste e ripensate alla luce degli strumenti interpretativi fornitimi dal mio percorso di formazione in didattica dell’italiano come lingua non materna presso l’Università per Stranieri di Perugia.
In particolare è stato un episodio tra i tanti che si possono verificare in un’aula di lingua straniera a far sorgere in me gli interrogativi cui più tardi avrei cercato di dare risposta e che riassumo brevemente in questo estratto.
Prima di raccontare quanto accaduto e di cercare di interpretarlo, vorrei condividere alcune considerazioni sul valore del testo autentico e soprattutto del testo letterario come testo autentico, perché mi sembrano di fondamentale importanza e perché penso potranno aiutare i non addetti ai lavori a penetrare più a fondo il senso del mio ragionare.

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Bibliografia:
- Ardissimo E. – Stroppa S., Leggere testi letterari, Bruno Mondatori Paravia Scriptorium, 2001
- Barthes R., Lezione, Torino 1981
- Bisutti D., La poesia salva la vita, Mondatori, 1992
- Calvino I., Se una notte d’inverno un viaggiatore, Torino, 1979
- Consiglio d’Europa, Quadro Comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione, La Nuova Italia OXFORD, 2002
- Danesi M., Il cervello in aula! Neurolinguistica e Didattica delle lingue, Guerra Edizioni, 1998
- Ek J.A. van, Trim J.L.M., Treshold Level, Cambridge, 1980
- Freddi G., Azione, gioco, lingua, Liviana, 1990

 

Autore: Giulia Pierucci, giovane insegnante di italiano come lingua seconda, nel corso della sua esperienza lavorativa ha avuto la fortuna di scoprire ingannevole tale appellativo professionale, perché molto di quello che insegna è ciò che apprenda ogni giorno dai suoi studenti, teste e cuori che con il loro viaggiare e con il loro scoprire mettono in comunicazione il mondo.
Dopo aver studiato il danese in Danimarca ha capito cosa avrebbe voluto essere nella vita, tornata in Italia si è laureata in Lettere presso l’Università di Firenze per poi specializzarsi in didattica dell’italiano come lingua non materna presso l’Università per Stranieri di Perugia. Da allora insegna e impara ogni giorno.

 

copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 4, Marzo 2006


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